Racconti

Racconti (18)

Lunedì, 30 Maggio 2011 10:57

Un sogno di qualche anno fa

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Nota:
(Per concludere il mese mariano, mi è venuto in mente di condividere con chi vorrà leggerlo, il ricordo di un sogno di qualche anno fa...
Non c'è nulla di inventato. E' semplicemente un sogno vero che ho fatto in un periodo della mia vita e che ho ancora trascritto in originale)

Ho sempre scritto nella mia vita. Ho scritto qualsiasi cosa mi passasse per la testa. Ricordi, pensieri, sogni, semplici appunti e cose contorte che rimuginavo nella mente, e che, trascrivendole, pensavo mi potessero aiutare a carpirne il significato.

Ho trascritto anche dei sogni che non sono più andata a rileggere, ma che sono ancora impressi e vividi.

Nella mia vita, ci sono stati periodi di fede intensa, periodi di deserti, di piatta, di alta e bassa marea, di vuoto...

Con la preghiera ho ottenuto molto. Sono stata bene più di una volta ricevendo risposte così immediate da mettermi quasi paura.

Sentire una presenza vicina in modo così intenso, è una sensazione meravigliosa che non si riesce a descrivere, ma che auguro a tutti di provare almeno una volta nella vita.

Io quella sensazione l'ho provata più di una volta e tutte le volte ha avuto un senso preciso...nulla accade per caso, e spesso, quel nulla diventa il nostro tutto.

Spesso, è capace di riempire spazi infiniti legandoli con fili ed intrecci così ingarbugliati che al solo pensiero, farebbero impazzire.

Spesso, con un semplice gesto, ti si aprono mondi incredibili, che mai avresti pensato.

Qualche anno fa, come dicevo, ho fatto dei sogni strani, ma sicuramente significativi, che ho pensato di trascrivere in dei quaderni che conservo. Questa sera mi è tornato alla mente un sogno fatto nel 97...

Sono in una via molto affollata, ma non capisco perchè...Chiedo a qualcuno e mi dicono che dentro una casa c'era Maria, la Madonna, e quindi quella gran folla si era riversata per strada.

Mi prende una strana frenesia e un forte desiderio di vederla anch'io, ma sento che sarà impossibile con tutta quella confusione. Rimango lì in attesa in mezzo agli altri con la speranza di vederla uscire, ma non mi agito come tanti che scalciano e spingono per farsi strada. Rimango dove sono pregando mentalmente che Lei esca fuori per almeno vederla, anche da lontano.

Intorno c'è un gran trambusto, vocii confusi e pianti di commozione. Io osservo ed ascolto pensando tra me:<<fa che esca, fa che esca...>> All'improvviso il silenzio. Vedo la folla aprirsi davanti a me in due file e vedo venire avanti una fanciulla vestita di bianco...piccola, minuta, scalza, capelli sciolti scuri. Indossa una tunica arricciata con un elastico invisibile. Non vedo fasce. Sembra volare come una farfalla, tanto si muove leggera. E' di una bellezza indescrivibile, perchè è piena di dolcezza. Sorride guardandomi e s'avvicina a me che sembro impietrita.

Proprio da me viene! Mi abbraccia teneramente e mi dice:<< Io sono la mamma di tutti e voglio bene a tutti>>

L'indomani, al risveglio, mi accorsi che era l'undici febbraio, anniversario delle apparizioni di Lourdes.

Non so descriverlo quell'abbraccio, e non so nemmeno la durata, ma ogni tanto, quando ci penso, come stasera, mi sembra ancora di sentirlo, di viverlo.

Ho pregato nel sogno senza spingere e scalciare e Lei è venuta da me. Chiedete e vi sarà dato. Io sono la mamma di tutti e so i bisogni di tutti anche se non mi vedete...

Queste le conclusioni che ho dato a questo sogno tredici anni fa, e ne sono seguiti altri...

Bisogna convincerci che Maria non è un essere effimero e inafferrabile. Non è un sogno che ritorna da una leggenda che sappiamo da sempre. Non è un mito.

E' semplicemente una Madre amorosa che non aspetta altro che il poterci abbracciare.

Devo ricordarmene più spesso...

(Anna M. Chiapparo)

Sabato, 28 Agosto 2010 02:00

Un regalo per te

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Oggi ho pensato a te e ti ho pensato così tanto che mi è venuta voglia di farti un regalo.

Anzi non uno, ma tanti. Ho pensato che doveva essere una cosa che ti piacesse e che tu potessi usare ovunque. Così sono andato a cercare... ho comprato sole, pioggia, vento, sorriso e appena 50 grammi di lacrime perché non ce n'erano più. Il commesso mi ha detto che erano esaurite in quanto i clienti ne compravano tante. Ho comprato un pacchetto di ragione perché tu la mescolassi con il sorriso. Ho comprato sincerità perché tu la usassi sempre. Nel negozio c'era un vaso enorme di comprensione perché non c'era molta richiesta. E così ho deciso di comprarla tutta. Ho comprato delle bottigliette di romanticismo e gentilezza perché tu possa usarle con le persone che ami. Sai amico, lì nel negozio c'era un grande vaso di orgoglio, tanto richiesto, ma non l'ho comprato perché non lo usassi. Ho comperato una confezione di amore, pace e speranza perché tu la possa usare quando tutto sembra perduto. C'era pure qualcosa di molto triste: ho visto molte persone comperare solitudine che era arrivata perfino a mancare, talmente era la richiesta. Ho comperato anche confezioni di amicizia e solidarietà, tanto necessaria per vivere da fratelli. Infine ho comperato un cuore perché tu ti possa conservare tutti questi doni. Tutto questo te lo regalo perché tu possa avere una vita serena e gioiosa, ma non dimenticare mai di aprire il pacchetto del sorriso!

Giovedì, 07 Aprile 2011 21:14

Si chiamava Fleming

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Si chiamava Fleming ed era un povero contadino scozzese.
Un giorno, mentre stava lavorando, sentì un grido d'aiuto venire da una palude vicina. Immediatamente lasciò i propri attrezzi e corse alla palude. Lì, bloccato fino alla cintola nella melma nerastra, c'era un ragazzino terrorizzato che urlava e cercava di liberarsi.
Il fattore Fleming salvò il ragazzo da quella che avrebbe potuto essere una morte lenta e orribile.
Il giorno dopo una bella carrozza attraversò i miseri campi dello scozzese; ne scese un gentiluomo elegantemente vestito che si presentò come il padre del ragazzo che Fleming aveva salvato:"Vorrei ripagarvi" gli disse il gentiluomo, "Avete salvato la vita di mio figlio".
"Non posso accettare un pagamento per quello che ho fatto" replicò il contadino scozzese rifiutando l'offerta.
In quel momento il figlio del contadino si affacciò alla porta della loro casupola.
"E' vostro figlio?" chiese il gentiluomo."Si" rispose il padre orgoglioso.
"Vi propongo un patto: lasciate che provveda a dargli lo stesso livello di educazione che avrà mio figlio. Se il ragazzo somiglia al padre, non c'é dubbio che diventerà un uomo di cui entrambi saremo orgogliosi".
E così accadde.
Il figlio del fattore Fleming frequentò le migliori scuole dell'epoca, si laureò presso la scuola medica dell'ospedale St.Mary di Londra e diventò celebre nel mondo come sir Alexander Fleming, lo scopritore della penicillina.
Anni dopo, lo stesso figlio del gentiluomo che era stato salvato dalla palude si ammalò di polmonite. Questa volta fu la penicillina a salvare la sua vita. Il nome del gentiluomo era lord Randolph Churchill e quello di suo figlio sir Winston Churchill.

Dal Web.

Martedì, 22 Febbraio 2011 14:19

Quei mostri

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Quei mostri...
Quello che voglio è sentire che non ci sono
mi sono addormentate solo per cinque minuti
ma non credo di essermi più svegliata
non voglio vederli

vedere chi?
Quei mostri!!!
Quello che voglio è sentire
che non ci sono
ma i mostri chi sono?
sono quelli che chiamamo
Assistenti Sociali
quelli che camminano per le
strade sorridendo,
sono quelli che uccidono le famiglie con dei bambini
sono quelli che ti fanno credere che ti vogliono bene
quelli che ti vogliono aiutare a vivere bene con tuo figlio
quelli che se hai detto una sola parola non puoi
più tornare indietro perchè ormai ti hanno ucciso è fanno di tutto
per farti rimanere senza un tuo stipendio
per portarti via tuo figlio
Ogni bambino che portano via loro si possono
permettere una MERCEDES, una mese di vacanza ma sopratutto pagarsi le bollette
sempre con i nostri soldi
ci hanno uccisi.
Quei mostri....

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