Ricorrenze

Ricorrenze (18)

Venerdì, 30 Dicembre 2016 11:44

Anno Nuovo 2017

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Un'altro anno sta gia' tramontando e io vorrei augurare a tutti i lettori di questo blog e ai partecipanti a questo sito che siamo maggiormente paesani e amici un felice anno nuovo.  Voglio farlo perche' mi e' sembrato che l'anno 2016 e' stato un'anno disastroso, un' anno che ogni volta che leggevo il giornale oppure guardavo i cuminicati in televisione ogni sera c'era sempre dei disastri accaduti, a Melbourne, in altri posti dell'Australia e in numerose altre parti del mondo.

Il mondo e' assai cambiato come tutti sappiamo, in certi casi per il bene ma in tanti altri casi per il male.  Son tempi moderni, almeno qui' in Australia tempi che i valori di una famiglia sono assai diminuiti, la fede per il cristianesimo e' quasi scomparsa, di rispetto verso il prossimo sembra non esiste mentre la gente di oggi va in cerca delle cose materiali.  Questo e' il nostro mondo e gente come me cerca di ambientarsi con i cambiamenti e le cose moderne ma certi cambiamenti son sono facili e nel caso mio, di certe cose non sono neanche interessato.

 

Auguro a tutti un Felicissimo Anno Nuovo

Amico di tutti   Pietro Carnovale

 

 

Martedì, 21 Luglio 2015 06:59

Anniversario Acquaro-Limpidi Social Club

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Sabato scorso, 18 luglio 2015 a Melbourne, Australia gli acquaresi abbiamo festeggiato il 23simo anniversario dell'Acquaro-Limpidi Social Club.  E' stata come altre volte una bellissima serata con la partecipazione di 200 ospiti, non tutti paesani.  Ci stavano amici e parenti provenienti da altre regioni dall'Italia e da altri paesi della Calabria.

Era una cena danzante dove e' stata servita una cena abbastanza elaborata e tradizionale acquarese.  La cena e' stata preparata sul posto dalle brave signore appartenenti all'amministrazione del club, anche loro tutte paesane.  La musica al vivo dove tutti hanno potuto ballare.  La pista di ballo era sempre piena di coppie che ballavano durante la serata.

Ci siamo tutti tanto divertiti in mezzo agli amici, paesani e conoscenti.  Ai tavoli dove la maggior parte dei seduti si era paesani, si parlava maggiormente in dialetto acquarese.  Si sentiva un senso di unita' parlare in dialetto e condividere le nostre storielle preferite.  Le nostre storielle che sono accadute tanti anni fa, quando ancora eravamo al paese e molto giovani.  Noi ancora le ricordiamo con tanta chiarezza e con tanto piacere.  I tempi son cambiati e in tanti modi son cambiati per il bene ma tante cose della nostra gioventu', quando al paese, rimangono nelle nostre menti e a noi care.   Caro e' rimasto a noi anche Acquaro e senza nessun dubbio cerchiamo di mantenerlo vivo e caro nei nostri cuori.

Martedì, 27 Gennaio 2015 20:50

Come morte foglie

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C'era freddo
e un vento gelido
scuoteva 
le esili ossa che 
non reggevano più nulla
Scheletri vaganti nella 
nebbia dell'acre fumo
E c'era freddo che 
gelava la vita
nell'assurdo calore
di un forno

E c'era vento che 
disperdeva un canto
di morte nell'aria
Moriva la speranza
ferita dal filo spinato
dentro la gioia
di bimbi ammassati
come foglie morte
ai cigli delle strade

sepolcri di sorrisi

Non c'è più tempo
per ricordare
Passano gli anni
e il vento stornella
lento un triste canto
che s'alza nella nebbia
senza sole
Acre sempre è il suo odore
C'è freddo ed ancora si muore

 

(Anna M. Chiapparo - In ricordo della Shoah)

 

Immagine dal web

Martedì, 27 Gennaio 2015 20:42

Vecchie fotografie

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(In ricordo della Shoah)

-Perché piangi?-
-Ho perso la valigia… dev’essermi caduta mentre spingevano per farci salire sul treno.-
-Mi spiace. Avevi molte cose dentro? Se vuoi ti do un vestito dei miei, ma tanto non ci serviranno…-
-Già… non ci serviranno abiti dove andiamo. Dicono che ci daranno delle divise. “Le loro divise”.
Diventeremo tutti impiegati dei tedeschi.-
Calò il silenzio nella penombra del vagone affollato. Nessuno parlava più. Ogni tanto dall’ unica finestrella serrata, su in alto, diventava tutto buio, poi sembrava vedere l’ombra di qualche ramo che strusciava, poi il cielo all’ imbrunire… Pian piano il silenzio divenne irreale e s’udiva solo lo sferragliare delle rotaie arrugginite sui binari. Molti dormivano stanchi. Tutte le donne avevano un bambino al petto che accarezzavano e rincuoravano. Il sonno sembrava dare una parvenza di serenità. Tutto pareva normale e quegli uomini sembravano un gruppo di migranti partiti a cercar fortuna lontani dalla guerra.
-Dormi?- -No, non ho sonno... Fa freddo.-
-Già, ma dovremo abituarci al freddo. Alla neve…-

-Fotografie- 

-Cosa?-

-Fotografie conteneva la mia valigia. Tutte le foto più care dei miei familiari. Mio padre e mia madre con me piccolo, in braccio. Alcune dei miei figli da bambini…una rara di mio nonno…-
-Perché rara? Era uno importante tuo nonno?-
-No. Erano le fotografie ad essere rare ai suoi tempi. Suo figlio, fratello di mio padre, era fotografo e grazie a lui in famiglia avevamo quasi tutti una foto nostra o di gruppo. Ricordi che abbiamo custoditi con cura ed io oggi li ho persi. Oggi ho perso la mia famiglia.-
-Dove sono i tuoi figli e tua moglie?-
-Mia moglie non c’è più da due anni e sono quasi contento perché ha avuto risparmiato tutto questo. I miei figli, due ragazzi di 24 e 26 anni, sono qui dentro.-

Li indicò nel buio e sentì che anche loro dormivano.

-Non pensarci allora. La tua famiglia è qui con te.- -Già. Ora è qui con me la mia famiglia. Domani chissà…-

Ripiombò il silenzio nel vecchio vagone dall’ aria pesante. Erano tutti seduti alla meno peggio, stivati come animali. Ogni tanto s’udiva un gemito di bimbo che s’agitava nel sonno scomodo.
Dagli occhi dei due uomini, calde lacrime solcarono il viso senza che l' uno s’accorgesse dell’altro.
Non parlarono più.
Che vuoi che sia una vecchia valigia piena di ricordi per un uomo che domani diventerà solo un numero o…acre fumo che lorderà l’aria?
Che vuoi che siano i ricordi di tante vite annientate da barbara crudeltà?
Un giorno, forse, qualcuno ritroverà quella valigia e magari andrà alla ricerca dei visi impressi nelle foto… potrebbero già essere esposte in un museo della memoria.
La memoria. Che vuoi che sia la memoria se da quegli occhi non spuntano più lacrime, seppur amare?
Cigola nella lunga e fredda notte un vecchio vagone arrugginito pieno di milioni di piccole, vecchie, ingiallite fotografie che raccontano storie…
per non dimenticare.

(Chiapparo Anna Maria)

(Tutti i diritti riservati a norma di legge)

Immagine dal web

Martedì, 21 Ottobre 2014 10:06

FESTA DI SAN ROCCO A MELBOURNE

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Domenica, 19 ottobre 2014 qui a Melbourne abbiamo festeggiato San Rocco con messa e processione.  I festeggiamenti si sono svolti ad una zona chiamata Bulla che si trova a circa 30km da Melbourne e a circa 10km dall'aeroporto internazionale, Tullamarine.  Il posto dove si e' fatta la festa e' proprieta' del Calabria Club ed e' il loro sodalizio. 

Dopo la messa e processione abbiamo pranzato come abbiamo voluto.  Tanti hanno prenotato di mangiare a tavola ed essere serviti com'e' usualmente dovuto, tanti hanno scelto di comprare dei panini imbottiti e seduti anche al tavolo nella sala/ristorante ed altri hanno scelto (dato che era una bella giornata) di mangiare fuori, all'perto vicino la loro macchina sedendo sui seggiolini che avevano portati da casa.  La hanno mangiato e bevuto quello che hanno portato con loro da casa. 

Nel pomeriggio, verso le due ha incominciato a suonare la musica di tre elementi e chi ha voluto ballare poteva farlo secondo le abilita' e l'interesse della musica che stava suonando.  Tanti si ha preferenze di suonate oppure le varie suonate dei loro balli preferiticome il tango, rumba o altro.  Io non ho ballato ma la musica mi piaceva tanto.  La pista era piena di coppie che ballavano allegramente.  Ad un certo punto c'e' stata un po' d'interruzione in modo di mettere i regali all'asta e di fare la lotteria.  Ci stavano tanti regali donati da devoti per San Rocco.  C'e' stata anche la lotteria dove c'erano in palio tre o quattro oggetti abbastanza buoni e chi ne aveva comprati biglietti ne aveva l'opportunita' di vincere.

E' stata una bellissima giornata dove la gente si e' tanto divertita, chi ballando, chi chiacchierando con gli amici, altri ve avevano l'opportunita' di fare nuove conoscenze.  Alla festa ha partecipato un bel numero di gente, paesani e altri devoti, maggiormente anche loro calabresi, probabilmente da paesi dove come da noi si festeggia oppure si festeggiava San Rocco.  Cerchiamo ancora di mantenere quelle tradizioni a noi tante care e anche che ci troviamo lontani da tanti anni e i tempi sono immensamente cambiati, anche che noi abbiamo anche cambiato con i tempi, quelle cose che mantenevamo care in gioventu' li teniamo ancora tanto care anche durante la vecchiaia. Dopo che la nostra generazione perisce, di sicuro sparira' per sempre anche questa tradizione e chissa' cosa poi verra' venerato.

Momentaneamente noi quello che facciamo lo facciamo con tanta devozione, con tanto fervore e con tanto segno di carita' senza recare alcun disturbo a nessuno.  Forse e' un buon metodo di mantenerci calmi, occupati e sereni cosi possiamo passare i nostri anni di tramonto pacifici, amichevoli e sorridenti.

Martedì, 02 Settembre 2014 06:58

Cena Danzante

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Sabato sera scorso all'Acquaro-Limpidi Social Club abbiamo festeggiato la giornata del PAPA'.   Eravamo circa 190 persone, tanti di noi paesani, molti altri provenienti da altre parti dell'Italia ma ci siamo tutti tanto divertiti. 

La cena e' stata allestita dalle donne paesane sul posto.  L'abbiamo tutti tanto gustata accompagnandola con qualche bevanda a scelta di preferenza.  

I musicisti hanno cantato e suonato a piacere credo della maggioranza.  La pista di ballo era piena tutta la serata.  Certo ugnuno ballava a modo suo ma indubbiamente ci siamo tanto divertiti. 

La festa del Papa' sarebbe veramente domenica giorno 7 settembre ma dato che per quella data la sala di ricevimenti non e' disponibile, si e' stata festeggiata con una settimana di anticipo.

Sabato, 08 Marzo 2014 18:32

Semplicemente donne

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Da che mondo è mondo, o perlomeno da quando è nata la moda di festeggiare la donna l'8 marzo, col mitico simbolo del rametto di mimosa che se è regalato dagli uomini è ancor meglio (ndr), le più  usano concedersi questo giorno da passare con le amiche, da dedicare a se stesse ecc. insomma divertendosi o rilassandosi come più piace, ma da quando sono su fb ho notato un notevole cambiamento di rotta.

Facebook lo sappiamo tutti che un po' (troppo) docet, ed allora se si alza una la mattina e dice che l'8 marzo non è più festa della donna, ma "La giornata internazionale della donna", è così. Se dice che non si debbono regalare mimose, è così; se dice che non è una festa, ma una commemorazione di defunte morte per un incendio in una fabbrica, è così; se dice che si deve andare a guardare uno spogliarello di bellimbusti, corrono tutte a farlo altrimenti non si è "in"; se si sveglia un'altra e dice che ormai è furoi moda e non si usa più, anche per salvaguardare la propria dignità,  si fa  così. C'è poi chi è arrivata persino a rinnegare quel povero, innocente rametto di mimosa... guarda un po', hanno scoperto che è un fiore che puzza e non è più piacevole! Meglio le rose rosse...c'è una parte di mondo femminile/femminista che non sono ancora riuscita, mio malgrado, a capire cosa intendano per parità di diritti e di lavoro...sarò antipatica ed ottusa, ma molte donne storcono il naso se le mandi a lavorare in campagna, o a far le pulizie, o le badanti... Questi lavoretti umili, lasciamoli agli extracomunitari, che è meglio! Oggi vanno di moda le quote rosa...vuoi mettere? Un bel posto in parlamento o negli alti scranni è meglio. Aivoglia a festeggiare con stipendi simili..altro che badante! Le veline, poi, non ne parliamo... è arrivata la parità anche nell'esercito e via dicendo...Siamo tutte più contente!

 

Per fortuna ci sono le donne che "sanno accontentarsi", quelle senza grilli per la testa che non capiscono nulla di quote rosa e si limitano ad alzarsi presto al mattino e mandare avanti famiglia e lavoro, quando ce l'hanno.

Donne operaie che lavorano di notte in fabbriche, ospedali, case di cura per anziani, spazzine, anzi "operatrici ecologiche" e donne delle pulizie che lavorano quando gli altri  smontano e tornano a casa...e molte altre ancora.

 

Sono quelle donne che magari andranno anche a  festeggiare, perchè no?  Ma sono donne, semplicemente donne.

 

Sono mamme, mogli, amiche, sono eroine che mettono a repentaglio la loro vita per salvare un figlio.

Sono donne piene di rughe regalate dal tempo e dalla vita, che dimostrano più degli anni che hanno...

Sono donne disabili che lottano giorno per giorno, che tengono testa a compagni violenti, che studiano per migliorarsi, che piangono figli uccisi, che hanno dedicato la vita al prossimo...suore, missionarie che operano in paesi di guerra e del terzo mondo, donne del terzo mondo, considerate ancora oggetti di proprietà del marito e delle famiglie a cui hanno tarpato le ali e i sogni fin dalla nascita. Sono donne, spose/bambine/macchine per far figli e nulla più...

 

semplicemente donne! 

 

E se festa dev'essere a loro quest'anno va il mio pensiero. 

 

Auguri donne!

 

(Anna M. Chiapparo)

 

( © Tutti i diritti riservati)

Giovedì, 14 Marzo 2013 11:44

Benvenuto Papa Francesco I

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Già si fa a gara per scoprire gli altarini segreti del nuovo papa.Si sapeva, è naturale... siamo sempre scettici davanti al nuovo, ma come in ogni nuova avventura, come ci hanno sempre insegnato, per crescere bisogna lasciare il passato alle spalle e porsi al presente in prospettiva del futuro che si costruirà giorno per giorno. Tutti abbiamo i nostri bagagli, leggeri o pesanti da portare. Nelle soste del viaggio sceglieremo ciò che è bene lasciare per strada e ciò che porteremo con noi. San Paolo, prima che santo era semplicemente Saulo ed avversava la chiesa...Dio scrive dritto su righe storte ed ognuno sarà giudicato come merita. Noi non possiamo giudicare, ma per fortuna, abbiamo ancora la libertà di dire ciò che pensiamo.A qualcuno, piace, a qualcun altro no, ad altri, magari piacerà o non piacerà in seguito. Comunque sia, un papa che s'inchina davanti al suo popolo per chiedere di pregare con e per lui, ancora non si era visto ed io lo trovo un grande gesto di umiltà. Viviamo in un mondo così avaro di simili gesti che siamo ormai disabituati, perciò speriamo ancora che il mondo possa cambiare. Semplicità ed umiltà, questo ci basta, ma lo capiranno i potenti della terra? Mi auguro che papa Francesco I sia una nuova guida soprattutto per loro e rinnovi con la forza del roveto ardente, la chiesa in bilico sul moderno Sinai...."Misericordia voglio e non sacrificio"

Anna M.Chiapparo 14/3/2013

Venerdì, 06 Aprile 2012 13:03

La Santa Pasqua

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Siamo arrivati ad un'altra Pasqua.

Pasqua che rappresenta la celebrazione della risurrezione di Gesu' Cristo dopo morto crocifiggiato e' la festa piu' importante del cristianesimo. E' stata a volte chiamata la festa muovibile perche' non cade sulla stessa data ogni anno come di solito accade nella maggioranza di altri festeggiamenti. Invece le chiese cristiane dell'europa e del west festeggiano la Pasqua la prima domenica in seguito alla luna piena dopo l'equinozio invernale del 21 marzo. Percio', Pasqua viene osservata tra il 22 marzo ed il 25 di aprile ogni anno.

La chiesa cristiana Ortodossa usa il calendario Giuliano per calcolare l'occorrenza e festeggiare la Pasqua. Di solito gli Ortodossi festeggiano la Pasqua una o due settimane dopo la Pasqua festeggiata da altre chiese cristiane che usano il calendario Gregoriano.

Buona Pasqua da Pietro Carnovale. Melbourne Australia.

è stata consegnata ormai 15 giorni fa agli archivi l'edizione 2012 del "Comunitarium", la manifestazione che da 12 anni rappresenta il clou dei festeggiamenti per San Leoluca, concretizzando l'incontro tra la comunità vibonese e quella di uno dei 50 centri della provincia, quest'anno Acquaro. Un evento partecipato, durata per tutta la giornata del primo marzo, a partire dalla santa messa mattutina celebrata dal vescovo Luigi Renzo, con la compresenza di numerosi parroci della diocesi. Nel pomeriggio, poi, in un duomo stracolmo (da Acquaro sono partiti 2 autobus e tante automobili di privati cittadini, anche dalle frazioni Piani e Limpidi), scambio di doni e di reciproci apprezzamenti da parte delle autorità dei 2 centri che, soprattutto nel "momento del parlarsi e del conoscersi", hanno avuto modo di approfondire il senso del "Comunitarium" e le specificità delle due realtà, con il richiamo a diversi aneddoti riguardanti i legami esistenti tra i vari relatori – i parroci don Peppino Fiorillo e don Saro Lamari, i sindaci D'agostino e Barilaro, il vice presidente della provincia di Vibo Giuseppe Barbuto ed alcuni cittadini e rappresentanti istituzionali presenti in platea - e tra essi e ciascuno dei centri interessati. Ed allora, via allo scambio di elogi ed attestati di stima reciproci, che hanno dato alla manifestazione un po' di "miele" in più. Il "Comunitarium", ovvero la possibilità di dare visibilità ad ognuno dei 50 centri della provincia, "scrigni preziosi da scoprire", tra cui è «necessario fare rete, incontrarsi – ha detto monsignor Fiorillo - e comunicare, recuperando l'eredità degli antichi greci che avevano un loro dio dell'incontro». Fare rete per cercare di risolvere gli innumerevoli problemi che affliggono i centri del vibonese e del meridione. Problemi, alcuni atavici, che sono emersi nella serata. In primis lo spopolamento e l'emigrazione, tirati in ballo in diversi interventi, soprattutto in quello di don Saro, parroco di Acquaro «un paese che ha perso tanti figli a causa, oggi come ieri, della mancanza di lavoro che ha fatto si che tanti residenti si spargessero per il mondo». E poi la preside del centro montano, Caterina Barilaro, la quale ha parlato di «dolore al cuore nel vedere, anno dopo anno, le classi diventare sempre meno numerose», invitando la politica ad «impegnarsi affondo per dare una speranza alla nostra Calabria». Il tutto, mentre l'assessore Barbuto, che questo territorio lo amministra e rappresenta, consigliava ai suoi figli di non tornare dalle città dove vivono per studiare. Eh, beh! Problemi come la viabilità, la cui precarietà è stata scherzosamente evidenziata allo stesso assessore dal parroco di Limpidi don Pietro Carnovale. Sa di cosa don Pietro stava parlando chi vive da queste parti, dove vi sono diverse arterie in cui la percorribilità è ristretta a metà carreggiata per via di smottamenti o cedimenti, verificatisi anche da oltre 3 anni. Sono emersi, si, questi e altri problemi. E poi. Poi, a fine serata tutti a casa. Bella manifestazione, però, la sensazione, e ci permettiamo di suggerirlo a don Fiorillo, è che tra i vari momenti di cui si compone ne manchi uno basilare: quello dell'"agire". Perché altrimenti, ci spiace doverlo constatare, al di là della rilevanza religiosa, l'evento rischia di configurarsi come una semplice passerella. E non lo merita.

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