Riflessioni

Riflessioni (41)

La strada verso il Calvario.
Cos'è il Calvario? Un luogo d'incontro, di supplizio o di... giudizio?
Facile camminare per quella salita quando si va solo per osservare. Tutti corrono per avere un posto in prima fila. Per ben vedere lo spettacolo gratuito. Ci s'incontra in tanti, smaniosi di lesinare notizie, di spettegolare sulla vittima di turno...Stavolta, la vittima pare uno capace di dar fastidio a Sacerdoti e Re...chi sarà mai capace di tanta forza? Di tanta sfrontatezza...o sarà un pazzo, un esaltato che si dichiara addirittura Figlio di Dio?

Domenica, 17 Aprile 2011 09:03

La settimana Santa (Domenica delle palme)

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Nella maggior parte dei paesi Calabri non manca mai un posticino per edificare una croce o un Calvario. Viaggiando si scoprono edicole e croci molto belle e curate tutto l'anno. Questi luoghi diventano spesso un punto di riferimento fuori dalla chiesa per un momento di riflessione o preghiera solitaria. Forte è la partecipazione alla Settimana Santa con varie celebrazioni e processioni che smuovono sensazioni ed emozioni fortissime.
Non starò ad elencarle, ma quest'anno ho deciso di dare ad ogni giorno della Settimana un simbolo di Passione e proverò a descrivere quello che suscitano in me.

Domenica delle Palme:
Accoglienza.
L'uomo Gesù è osannato e ben accolto dal popolo gioioso che ripone in Lui speranze effimere e materiali.
Con rami d'ulivo proclama pace, con rami di palma annuncia martirio.
Il popolo è ancora debole e facilmente corruttibile come l'uomo che si piega al peccato senza fatica. Si accalca alla novità, ma sfugge dalle responsabilità di liberare o condannare un innocente. Rimane ai bordi della strada come osservatore e spettatore di poche battute. Le scelte, le decisioni non si prendono mai facilmente, oppure si prendono malamente nell'abbaglio delle futilità... (Continua)

Domenica, 17 Aprile 2011 08:56

La passione di Cristo

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Quest'uomo non è stato ridotto così 2000 anni fa.
E' così da 2000 anni e le sue torture non si rinnovano ogni anno nella settimana santa, bensì ogni giorno.

Ogni giorno ci regala doni immensi.
Il cielo, il mare, il sole, le stelle, la luna, la natura, i fiori...la vita.
Noi siamo capaci di oscurare il cielo con i nostri fumi tossici. Siamo capaci di stravolgere le onde del mare, con i nostri esperimenti; capaci di offuscare lo splendore del sole e delle stelle; abbiamo violato persino la luna... Cerchiamo nello spazio nuovi fratelli e non vediamo quelli che ci stanno accanto.
Stiamo raccogliendo tutti i fiori e stravolgendo la natura dicendo che è essa a ribellarsi.
Siamo chiusi in una campana d'egoismo che ci fa vedere tutto, ma ci rende estranei e freddi a tutto.
Non amiamo più la vita e facilmente diciamo che è essa a non amarci.
Solo nello scoramento ci ricordiamo di questo volto martoriato, ma spesso, per colpa di quella campana di vetro, non andiamo oltre. Preferiamo restare al sicuro dentro il rifugio che ci siamo creati e spesso creaiamo alibi barcollanti...Ci sono giorni di tristezza ed è colpa della vita.
Ci sono giorni felici e ringraziamo la vita. Ci sono persone che soffrono e non è colpa nostra. Accadono catastrofi ed allora ci arrabbiamo.
Mi chiedo: se quest'uomo fosse sceso dalla croce e con una frusta avesse scacciato tutti gli spettatori del suo scempio come già aveva fatto nel tempio, sarebbe cambiato qualcosa?
Ameremmo di più quest'uomo e... la vita?

Domenica, 27 Marzo 2011 20:24

Cultura Moderna

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Una cultura moderna o in transizione non deve appoggiarsi sull'ostracismo culturale né sull'ideologia differenzialista, ma anzi mostrarsi aperta a nuove idee ed ai cambiamenti che si rendono necessari, attraverso l'unione, la collaborazione reciproca e la pluralità del pensiero, e non per mezzo della disintegrazione o delle divisioni.

Domenica, 10 Ottobre 2010 22:15

Il cammino verso la luce

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Il cammino verso la luce è un cammino lungo e sofferto, e per vederla da vicino bisogna, ogni tanto, lottare contro il buio e contro una possibile mancanza o perdita di fede durante il suo percorso. Ma arrivare alla fine della strada, senza soccombere alla sfiducia e allo scoraggiamento, ne varrà la pena.

Giovedì, 24 Marzo 2011 13:00

La guerra e la pace

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La cultura della pace o della guerra comincia a casa nostra, poi si allarga e si passa alle case dei nostri vicini, estendendosi a quelle della nostra villa, del nostro paese, della nostra città e della nostra comune fino a propagarsi come un'onda possente per tutta la nazione, finendo per influenzare i popoli di tante altre nazioni del mondo. Ed è per questo, proprio per questo, che tanto l'una come l'altra dipende da noi, solo da noi...da ognuno di noi.

Giovedì, 24 Marzo 2011 17:49

Una rosa nel deserto

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Le immagini si susseguono come un tam-tam infinito ovunque giro canale. Parole, parole, parole, supposizioni, ricostruzioni, dettagli, indizi....non se ne può più!

Tutto diventa platea e tutti diventano registi, sceneggiatori ed operatori di ripresa come in un mega kolossal dove recitano mille comparse.Tutto sfuoca e tutto riappare all'improvviso con l'ultima novità, con la notizia del momento.

Rivedo quel campo incolto e freddo, senza vita, austero.

Un deserto. Un deserto dove è fiorita una rosa.

Penso ai suoi genitori, a quei fratelli protetti dalle tenaglie della TV che accalappia tutti quelli che può come una calamita ingorda che risucchia tutto ciò che tocca e penso che ormai siamo un tutt'uno con la "magica scatola" che troneggia nelle nostre case.

Rivedo quel pozzo nascosto all'occhio, in un altro campo deserto.

Un'altra bambina travolta dalla furia omicida di chissà chi...

Telecamere infinite e tante lacrime vere o finte, chissà... e non si saprà, forse mai la verità...La fine di una bambina sembra finire in secondo piano e i talk show fanno a gara a fare audience.

Un'altra rosa sbocciata nel deserto di un campo anonimo diventato fin troppo noto.

Ora lo scenario è un sottotetto di una casa accogliente.

Una casa che induce alla pace ed alla serenità, ma che custodisce un crudele segreto.Non dovrebbe essere la chiesa, la casa per eccellenza che abbraccia amorosa i suoi figli? Eppure anche là è entrato il male, la mano pesante dell'oblio che travolge e distrugge.

Anche lì, sotto quel tetto è fiorita una rosa.

Rivedo tantissimi altri deserti di cui nessuno parla più perchè non fanno più notizia e tra poco tempo anche queste ritorneranno nell'oblio. Nell'archivio della Tv.

Se ne parla la Tv, tutto ritorna e riaffiora, altrimenti....

Le rose durano il tempo di una stagione. Crescono, sbocciano, fioriscono in tutta la loro bellezza, ma non dovrebbero sfiorire mai.

Poeticamente mi piace pensare che sia il fiore prediletto da Dio perchè m'accorgo che le fioriture, nei giardini s'allungano sempre più. Ho visto anche rose d'inverno sfidare il freddo, certo mite, della terra che m'accoglie.

Un fiore pieno di spine, ma che fa girare gli sguardi e riempie l'olfatto, non può morire così, nella solitudine di un deserto.

(Anna M. Chiapparo)

Martedì, 22 Marzo 2011 12:56

La storia dei tre alberi

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C'erano una volta tre alberi, Che Accanto crescevano l'uno all'altro nel bosco.
Erano amici. E come quasi tutti gli amici, anche Loro chiacchieravano tanto. E come quasi tutti gli amici, anche Loro Erano molto Diversi, Nonostante crescessero Nello stesso posto e fossero tutti all'incirca della stessa altezza. Il primo albero amava la bellezza. Il secondo albero amava l'avventura. E il terzo albero amava Dio.
Un giorno, gli alberi parlavano di ciò Che sarebbero voluti diventare da grandi.
«Quando sarò grande, Vorrei essere un baule intagliato, di Quelli dove si conservano i tesori, pieno di gioielli scintillanti», disse il primo albero. Il secondo albero non pensava uno cose del genere. «Quando sarò grande, Vorrei essere un Potente veliero», disse. «Insieme al capitano, un grande esploratore, scoprirò nuove terre.» Nel frattempo, il terzo albero scuoteva i rami. «Io non vorrei Essere TRASFORMATO in niente», disse. «Vorrei restare qui Esattamente dove sono e diventare Ogni anno sempre più alto. Vorrei diventare l'albero più alto della foresta. E Quando gli uomini mi guarderanno, li farò pensare a Dio. »
Passarono gli anni e un giorno nella foresta arrivarono tre boscaioli.
«Finalmente!», Grido Il primo albero, Quando il primo boscaiolo lo abbatté. «Ora il mio sogno di diventare un baule di tesori si realizzerà.»
«Splendido!», Grido Il secondo albero, Quando il secondo boscaiolo lo abbatté. «Ora il mio sogno di diventare un veliero si potra REALIZZARE.»
«Oh, no!», Grido il terzo albero, Quando il terzo boscaiolo lo abbatté. «Ora non potrò Parlare di Dio agli uomini.»
I boscaioli portarono via i tre alberi. E per due di Loro il futuro era carico di promesse. Ma non ci volle molto Perché tutti e tre dovessero seppellire i Loro Sogni. Essere TRASFORMATO anzichè in un bel baule di tesori, il primo albero Divento una brutta mangiatoia per animali. Anzichè un agile veliero, il secondo albero Divento un semplice Peschereccio. E del terzo albero non fecero niente. Fu tagliato in assi, Che Furono lasciate in una pila nel giardino del falegname.
La vita continuo. Gli anni passarono. E piano piano, i tre alberi impararono uno convivere con i Loro Sogni infranti.
Poi, una notte, la vita del primo albero Cambiò repentinamente. Nacque un bambino, con tutta evidenza non un bambino Comune. Gli angeli cantarono, pastori vennero a visitarlo. Quale uso Mangiatoia Indovina come culla la madre del bambino? Quando il primo albero CAPI Che cosa era successo, Il suo cuore si riempi di gioia. «I miei sogni si sono realizzati», disse. «Non Sono stato Riempito d'oro e di gioielli, ma ho portato il più prezioso tesoro del mondo.»
Passarono molti altri anni, in tutto circa 30, e un giorno, infine, anche la vita del secondo albero Cambio. Era fuori, in mezzo al mare, Quando si scatenò una tempesta terribile. Il vento soffiava Violentemente e le onde alte Erano tanto Che la barchetta era persuasa di affondare. Ma a quel punto accadde qualcosa di incredibile. Uno degli uomini Che essa trasportava, si Alzo. «Taci, Calmati!», Disse al vento e alle onde. ED ESSI obbedirono. Quandoil secondo albero afferrò Ciò che era accaduto, anche Il suo cuore si riempi di gioia. «I miei sogni si sono realizzati», disse. «Non ho trasportato un grande esploratore, ma ho trasportato il Creatore del cielo e della terra.»
Dopo non molto tempo, anche la vita del terzo albero subi un cambiamento.
Arrivo un falegname e lo porto via. Con sua grande costernazione, però, non fu lavorato per farne qualcosa di bello. Non ne fecero neppure qualcosa di utile. Invece, ne fu fatta una grezza croce di legno. «Questo è il tipo di croce sulla Quale i soldati crocifiggono i criminali», pensó L'albero, sconvolto. E in effetti fu trasportato sul luogo dell'esecuzione. Là, in cima ad una collina fu inchiodato sopra le sue travi un uomo condannato a morte. Per la verità SAREBBE dovuto Essere il giorno più brutto della vita dell'albero, ma l'uomo inchiodato sulla croce non era un criminale comune Che doveva pagare la pena dei Suoi delitti. Era un innocente, Gesù Cristo, figlio di Dio, Che moriva per i peccati del mondo. E Quando il terzo albero CAPI Ciò che era successo, Il suo cuore esultò di gioia. «I miei sogni si sono realizzati», disse. «Non diventerò l'albero più alto del bosco, ma sarò la croce Che fara pensare Gli Uomini a Gesù Cristo.»

Un buco. Un enorme buco con la sanità intorno. Una falla da un miliardo e rotti di euro che ha spinto a correre ai ripari, predisponendo un Piano di rientro colossale che cade sul capo dei calabresi, rivoluzionando una sanità da anni allo sbando e causando ulteriori disagi ai cittadini la cui unica colpa imputabile, è quella di avere eletto, negli anni, quei rappresentanti che il buco lo hanno fatto. Perché questa è l'unica colpa dei calabresi. Inseguire perennemente un cambiamento che non arriva. E se arriva è in negativo. Perché la tiritera è sempre quella: c'era una volta un re che disse alla sua serva: raccontami una storia. E la serva incominciò: c'era una volta un re... Ed allora è giusto che ad un certo punto si scopra che alcuni ospedali sono inutili e li si chiude. Poco importa che le zone in cui si trovano sono ad un salto d'aereo dai centri importanti. Poco importa se le loro popolazioni siano composte prevalentemente da anziani, che richiedono maggiore assistenza. Poco importa se sono privi di sistemi di trasporto pubblico e se sono attraversati da una rete viaria per cui non è un eufemismo dire che si trova ogni tanto un tratto buono tra la miriade di buche. Poco importa se i disagi cadranno sempre e solo sui cittadini che chiedono buona assistenza sanitaria. Chiedono che, se costretti a doversi curare in un ospedale pubblico, possano uscirne in verticale. E se non è così, se una struttura, eventualmente, non funziona o è giudicata inutile, non è loro la colpa. Ma bisogna rientrare, ed allora i disagi si devono accettare. Si deve contribuire. Si deve pagare il ticket, e lo si deve pagare in ragione delle proprie possibilità e del proprio reddito. Delle proprie possibilità e del proprio reddito. Ed allora, ad esempio, ci si indigna nell'apprendere che, se in un nucleo familiare con un reddito di 11 mila euro annui è presente un disoccupato, costui deve pagare il ticket. E ci s'indigna perché, se deve pagare ognuno in ragione delle proprie possibilità e del proprio reddito, per definizione, un disoccupato non ha entrate con cui poter pagare alcunché, figuriamoci curarsi. E ci s'indigna scoprendo che i nostri rappresentanti in Consiglio regionale, che 11 mila euro li percepiscono mensilmente, il 28 giugno scorso hanno unanimemente deliberato (deliberazione n. 14 dell'ufficio di presidenza pubblicata sul Burc del 31/07/2010) per il rinnovo di una polizza assicurativa infortunistica con «l'eventuale estensione - recita il testo - anche alle spese sanitarie sostenute dai consiglieri, dagli assessori regionali, ivi compresi gli assessori esterni nonché dai sottosegretari». Forse abbiamo capito male, ma da ciò che abbiamo intuito un disoccupato con nucleo familiare con reddito di 11 mila euro paga il ticket, un consigliere regionale con lo stesso reddito, mensile, non lo paga. C'è, o no, da indignarsi. Già, è uno schiaffo alla povertà un simile stipendio in tale epoca (dimezzandolo, si va a prendere una cifra di tutto rispetto e si ha un bel risparmio nelle casse dell'ente da utilizzare nell'accelerazione della copertura del buco). Se poi, a questo si aggiungono simili, ed altri privilegi... e, no! Allora è troppo! E che legge è? Di cosa stiamo parlando? E se i cittadini avessero avuto delle responsabilità nel buco, gli sarebbe stato succhiato il sangue? E allora, cari rappresentanti istituzionali di destra, centro e sinistra, cari assessori e consiglieri regionali di destra, centro e sinistra: quando ci sono delle difficoltà, è giusto che vengano prese le dovute misure. I cittadini, anche se non ne hanno colpa, sono intelligenti e accettano. Però il bicchiere è colmo e a tutto c'è un limite. Bisogna contribuire, si. Ma in ragione ognuno delle proprie possibilità e del proprio reddito. E che reddito!

Intervento di Valerio Colaci pubblicato nella sezione "Il Chiosco" del quotidiano "Calabria Ora" del 9 marzo 2011

Molte apparizioni di Maria hanno segnato la storia e in molte apparizioni, la Madonna ha svelato a veggenti, dei segreti da svelare poco tempo prima dell'avverarsi.

La delicatezza di certi argomenti, non vuole offendere la suscettibilità di chi non crede in certe cose, ma per noi cristiani, tutti questi avvenimenti hanno un che di rivelazione non per spaventarci e farci vivere nella paura e nello sconcerto, ma per farci riflettere e, magari fermarci un momento a pensare dove vuole arrivare l'uomo con il suo alto senso di onnipotenza che poi, facilmente si scontra con la potenza della natura che chiede il conto. Riflessione, meditazione e preghiera.

Fino a quando l'uomo non capirà di essere davanti a Dio ed al Creato, come un fragile vetro, pronto a ridursi in miriadi di pezzetti al minimo scuotimento, non avrà pace. (Anna M. Chiapparo)

PROFEZIE DELLA MADONNA DI ANGUERA SUL TERREMOTO IN GIAPPONE


28.04.2005
Cari figli, la terra è piena di malvagità e i miei poveri figli camminano come ciechi spiritualmente. Gli uomini hanno sfidato il Creatore e per questo saranno puniti severamente. Il Signore pulirà la terra e i suoi fedeli vivranno felici. L'umanità sperimenterà grandi sofferenze. Il Giappone soffrirà per un mega-sisma di dimensioni mai viste in tutta la sua storia.

02.08.2005
Il Giappone vivrà momenti di angoscia, ma il peggio dovrà ancora venire.

31.12.2005
Il Giappone berrà il calice amaro della sofferenza.

04.03.2006
Il Giappone berrà il calice amaro del dolore.

5.02.2010
Accadrà in Giappone e si ripeterà nel Paraíba. Ovunque si udranno grida di disperazione.

20.03.2010
Un mega-sisma scuoterà il Giappone e i miei poveri figli piangeranno e si lamenteranno.

17.04.2010
Una grande distruzione si verificherà in Giappone. Pregate. Pregate. Pregate.

24.04.2010
L'umanità è alla vigilia degli avvenimenti più dolorosi. Sono vostra Madre Addolorata e soffro per ciò che vi attende. La terra si agiterà e dalle profondità verranno immensi fiumi di fuoco. Giganti addormentati si alzeranno e la sofferenza sarà grande per molte nazioni. L'asse terrestre si sposterà e i Miei poveri figli vivranno momenti di grande tribolazione. State attenti. Ecco il tempo dei dolori per l'umanità.

29.05.2010
Il Giappone soffrirà e il dolore sarà grande per i miei poveri figli.

28.10.2010
La morte passerà per il Giappone e per l'India, lasciando una grande scia di distruzione.

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