Giovedì, 02 Aprile 2020 17:27

Siamo umani?

Scritto da
Inserito in Riflessioni

Siamo umani?

Quel giorno, con l'inquietudine che cominciava ad aleggiare, ci dissero di chiuderci in casa e non uscire.
Ci chiesero di andare piano, rallentare la corsa,
respirare lentamente…
fare tutto senza fretta.
Ci chiesero di nasconderci dietro finestre chiuse, lontano da altri occhi.
Ci vietarono i gesti amichevoli di baci ed abbracci… pure una semplice stretta di mano.
Lontani da tutti.
Ci chiesero di uscire solo per necessità primarie, null'altro.
Ci consigliarono guanti e mascherine sulla bocca.
Diventammo nuove maschere in un mondo di fantasmi.

Diventammo umani?

Diventammo cuochi provetti; attenti lettori e scribacchini.
Diventammo giardinieri e contadini di terrazzi e balconi; baby-sitter a tutte le ore.
E diventammo idraulici ed imbianchini; navigatori incalliti della rete, scopritori di mondi nascosti ai piú.

Diventammo umani?

Notizie/ tormentone si accalcavano nelle nostre menti, e termini mai uditi prima, rimbombavano in ogni dove.
Edotti scienziati e dottori stilavano bollettini, ed annunciavano nuove scoperte.
Noi, distratti, disorientati, increduli, impauriti e… pure noncuranti, insofferenti, indifferenti e strafottenti… continuavamo a vivere… pur lentamente.

Un po' piú stretti, piú reclusi, piú solitari, piú riposati, piú annoiati, piú arrabbiati da limitate libertá e mancati svaghi…
Eppure,

diventammo umani?

Aldilà di vetrate nascoste, tirate su in un battibaleno, una moltitudine sofferente anelava aria da respirare. Sognava di rivedere il cielo e i propri cari.
Sognava la vita.

E noi, diventammo umani?

Uomini e donne di ogni etá, con armi strane e tute quasi spaziali, armeggiavano inquieti, vessati da burocrazia e lacune; disguidi e pericoli… lottavano senza orario e senza sosta per salvare piú vite...
e morivano anche loro.
In campo, in battaglia… senza scudi nè spade da sguainare.
Morivano in silenzio, al di là del vetro, al di là del mondo che chiedeva conto…
Ed in silenzio, piangevano famiglie intere, orfani increduli, catapultati in un gioco crudele.

Noi diventammo umani?

Le bare uscivano di soppiatto, dai sotterranei deserti, senza cortei e piagnistei di prefiche né requiem di preti stanchi.
Andavano lenti, i carri militari, senza fronzoli, bande, messe e vistose corone di fiori colorati… senza lacrime.
Altrove, piangevano i parenti e chiusi nei templi, pregavano i preti.
Lontani.

E diventammo umani?

Anche il Papa invocò l'Altissimo di avere pietà del suo popolo ingrato.
Lo invocò solo, in una piazza vuota, sferzata dalla pioggia.
Piangeva il cielo sul nostro deserto e noi stavamo rintanati come animali impauriti in attesa di un segno.

Diventammo umani?

I preti pregavano a porte chiuse, e in streaming mandavano benedizioni ed elevavano acclarate suppliche a tutti i Santi possibili.
Nessuno si sposava, nessuno veniva battezzato, nè comunicato.
Nessuno riceveva l'estrema unzione.
Era cambiata la vita e pure la morte.

Ma diventammo umani?

Restii alle regole, stanchi, depressi ed annoiati, urlavamo dai balconi ed imprecavamo alle restrizioni.
Invocavamo la nostra libertà!

Intanto, un minuscolo, invisibile essere, moltiplicato a dismisura, ci teneva in pugno e ci attanagliava con le sue spire…
Ci rubava l'aria e ci soffocava.

Ma noi, diventammo umani?

Dalle nostre case comode, coi nostri messaggi e video, pensavamo anche ai miseri, ai disoccupati, ai derelitti…
Eravamo tutti novelli missionari in una terra piangente.

Eravamo forse umani?

Non lo so.
Non ho ancora trovato la risposta.

So solamente che l'uomo, abituato a tutto, pretende tutto.
L'uomo impaurito s'aggrappa a tutto e, come può, cerca di lavarsi la coscienza.
Ossessionato dalla morte, invoca un Dio spesso dimenticato, e quasi pretende l'aiuto dei Santi protettori.
Crede d'essere invincibile e di sapere tutto e non si rende conto di quanto sia minuscolo.
La Natura, l'Universo sono immensi e noi siamo particelle d'infinito a spasso nel tempo.
Granelli di polvere lanciati nel vento della vita.
Sballottati dalle intemperie e dalle avversitá, siamo come fragili bolle fluttuanti nel nulla.
Siamo foglie che nel nostro autunno ci staccheremo inesorabilmente dai rami stanchi.
Siamo tutto e nulla e forse, non siamo nemmeno tanto umani.

Semplici esseri viventi in cerca del nostro equilibrio, convinti di poter stravolgere quello degli altri esseri che ci circondano.

(Anna M. Chiapparo)

Tutti i diritti riservati -

 
Ultima modifica il Giovedì, 02 Aprile 2020 17:35
Altro in questa categoria: « Magnifica Occasione