Anna Maria Chiapparo

Anna Maria Chiapparo

Sabato, 08 Marzo 2014 18:32

Semplicemente donne

Da che mondo è mondo, o perlomeno da quando è nata la moda di festeggiare la donna l'8 marzo, col mitico simbolo del rametto di mimosa che se è regalato dagli uomini è ancor meglio (ndr), le più  usano concedersi questo giorno da passare con le amiche, da dedicare a se stesse ecc. insomma divertendosi o rilassandosi come più piace, ma da quando sono su fb ho notato un notevole cambiamento di rotta.

Facebook lo sappiamo tutti che un po' (troppo) docet, ed allora se si alza una la mattina e dice che l'8 marzo non è più festa della donna, ma "La giornata internazionale della donna", è così. Se dice che non si debbono regalare mimose, è così; se dice che non è una festa, ma una commemorazione di defunte morte per un incendio in una fabbrica, è così; se dice che si deve andare a guardare uno spogliarello di bellimbusti, corrono tutte a farlo altrimenti non si è "in"; se si sveglia un'altra e dice che ormai è furoi moda e non si usa più, anche per salvaguardare la propria dignità,  si fa  così. C'è poi chi è arrivata persino a rinnegare quel povero, innocente rametto di mimosa... guarda un po', hanno scoperto che è un fiore che puzza e non è più piacevole! Meglio le rose rosse...c'è una parte di mondo femminile/femminista che non sono ancora riuscita, mio malgrado, a capire cosa intendano per parità di diritti e di lavoro...sarò antipatica ed ottusa, ma molte donne storcono il naso se le mandi a lavorare in campagna, o a far le pulizie, o le badanti... Questi lavoretti umili, lasciamoli agli extracomunitari, che è meglio! Oggi vanno di moda le quote rosa...vuoi mettere? Un bel posto in parlamento o negli alti scranni è meglio. Aivoglia a festeggiare con stipendi simili..altro che badante! Le veline, poi, non ne parliamo... è arrivata la parità anche nell'esercito e via dicendo...Siamo tutte più contente!

 

Per fortuna ci sono le donne che "sanno accontentarsi", quelle senza grilli per la testa che non capiscono nulla di quote rosa e si limitano ad alzarsi presto al mattino e mandare avanti famiglia e lavoro, quando ce l'hanno.

Donne operaie che lavorano di notte in fabbriche, ospedali, case di cura per anziani, spazzine, anzi "operatrici ecologiche" e donne delle pulizie che lavorano quando gli altri  smontano e tornano a casa...e molte altre ancora.

 

Sono quelle donne che magari andranno anche a  festeggiare, perchè no?  Ma sono donne, semplicemente donne.

 

Sono mamme, mogli, amiche, sono eroine che mettono a repentaglio la loro vita per salvare un figlio.

Sono donne piene di rughe regalate dal tempo e dalla vita, che dimostrano più degli anni che hanno...

Sono donne disabili che lottano giorno per giorno, che tengono testa a compagni violenti, che studiano per migliorarsi, che piangono figli uccisi, che hanno dedicato la vita al prossimo...suore, missionarie che operano in paesi di guerra e del terzo mondo, donne del terzo mondo, considerate ancora oggetti di proprietà del marito e delle famiglie a cui hanno tarpato le ali e i sogni fin dalla nascita. Sono donne, spose/bambine/macchine per far figli e nulla più...

 

semplicemente donne! 

 

E se festa dev'essere a loro quest'anno va il mio pensiero. 

 

Auguri donne!

 

(Anna M. Chiapparo)

 

( © Tutti i diritti riservati)

Ascolta.
Il tuono scuote
 in lontananza.
Saette squarciano nubi
sipario di vita vissuta.
Come palcoscenico
calcato da attori
riaffiorano ricordi stantii
e la pioggia lava
pensieri reconditi.
Or li stende ad un pallido sole.
Gocce fredde schiacciano
 la polvere in cerca di vittoria.
Recuperano terreno e
vincono la battaglia.
Rigagnoli fluidi, caldi, salati.
Sta finendo l'estate.
E' passato già il temporale
che ha smorzato l'arsura.
Quiete.

Mercoledì, 16 Ottobre 2013 18:05

La foglia

Mercoledì, 16 Ottobre 2013 18:04

Pace

Mercoledì, 16 Ottobre 2013 18:00

Attesa

Mercoledì, 16 Ottobre 2013 17:47

Immagini e poesie

Immagini e poesie

Il quadro con anziana è dell'artista siciliano Accumoli Giuseppe (L'attesa)

NB : A chi da fastidio ch'io parli di pace in tutti i siti possibili ed inimmaginabili di internet, è pregato di non leggermi e di guardare le travi nei loro occhi, che alle mie ci penso io. Grazie

Sabato, 12 Ottobre 2013 16:09

Amiche

Ricordi quei giorni di vento?

Malamotta ci chiamava

col suo canto stregato.

Noi, leste al richiamo,

salivamo l'erta felici.

Nell'aria profumo di viole.

Biancospino fioriva rovi.

Il pino cantava una

dolce canzone.

Moriva tra muri

sconnessi, la storia

del vecchio paese.

Leggende di briganti

forse mai esistiti.

Noi sedute, stanche

a guardare l'orizzonte

che un giorno

ci avrebbe divise.

L'eco riportava voci

a noi note e spandeva

nell'aria le nostre storie.

Le eriche coprivano le viole.

(Anna 20/3/2013)

Venerdì, 11 Ottobre 2013 16:20

Chiedilo al vento

Chiedilo al vento.

Alle sue carezza dolci

ai suoi aliti gentili

ai suoi rondò dispettosi.

Chiedi di portar brezza marina

di addolcire la calura

di mitigar intemperie

più irruente.

Chiedilo al vento

di soffiarti nei capelli

di scompigliarti l'anima

e portarne via

un pezzetto con sè.

Chiedi alla vita

di giocare col vento

di creare canzoni

di danzare su binari morti.

Chiedi,

semplicemente chiedi,

alla vita di vivere

al vento di soffiare.

(A.M.Chiapparo)

Venerdì, 04 Ottobre 2013 23:44

Una vergogna a colori

Ennesimo scempio, ennesima disgrazia, ennesime polemiche, ennesimi martiri...

Martiri moderni, senza palma in mano.

Non stringono nulla in quelle mani se non un pizzico di speranza, di sogni invisibili che spesso naufragano nell'indifferenza di noi tutti, nella nostra rabbia, nei nostri aiuti stanchi, nel tempo che scorre rassegnato, nella furia del mare capriccioso che sembra voler accogliere tra le sue onde quei relitti umani bistrattati da tutti.

Abbiamo negli occhi le solite scene.

Simili a macchie di petrolio che s'allargano nel mare, le carrette ondeggiano inquiete sotto il peso scomposto che sono costrette a portare. Vacillano incerte come zattere alla deriva pronte a sfasciarsi su scogli minacciosi.

Miracolosamente alcune arrivano a riva, ma quante non toccheranno mai terra?

Quanti mai visti arrivare, giacciono nel mare?

E non c'è più il nero della pelle bruciata dal sole.

Non ci sono bianchi sorrisi di bimbi felici, ne canzoni di mamme bambine che cullano neonati scarni.

La vergogna di oggi è multicolore.

Ha il colore dell'azzurro del cielo, del mare, delle barche anonime che galleggiano stanche.

Ha il colore sgargiante delle associazioni di aiuto. Giallo, rosso, arancione, verde, bianco...

E poi ci sono i colori oro ed argento delle coperte termiche...

il blu, il verde militare, il nero...teli cupi che coprono corpi inermi.

Che celano visi stanchi, giovani, maschili, femminili, bambini...

Celano morte.

Celano grida d'aiuto smorzate dalle onde. Bracciate infinite aggrappate al nulla. Celano corpi intrisi d'acqua.

Sembra un assurdo destino aver vissuto in zone desertiche per una vita e morire d'acqua, nell'acqua.

La vergogna di oggi è multicolore.

Ha il colore della nostra bandiera, di quella dei paesi natii che non li hanno saputi amare, ha il colore delle magliette indossate, di jeans scoloriti, di veli leggeri che svolazzano tre le onde...

Ha il colore della gioventù piena di speranze, di sogni, di mondi nuovi dove vivere liberi e sereni.

Poveri, magari, ma sereni. Soli al mondo, ma finalmente sereni. Vivi.

Ha il colore del sole caldo che non riscalda più, di deserti infiniti, di zoccoli consumati, di camicie a quadri...

Ha il colore della normalità, della vita.

Sono uomini.Sono esseri umani come noi che parlano, ridono, cantano, sognano, sperano, amano, piangono...

Hanno figli, genitori, fratelli, nonni che non rivedranno mai più. Scappano.

Corrono via il più lontano possibile, da un mondo falso, fatto di gentaglia che sa solo sparare, uccidere, calpestare, derubare, violentare. Corrono incontro al futuro, in cerca di un possibile futuro che in realtà si frantuma sui nostri scogli e si arena sulle nostre spiagge.

E non solo con la morte, ma anche vivendo.

Erranti, clandestini, schedati, numerati come un qualsiasi pacco postale, come fardelli ingombranti che s'ammassano in magazzini chiusi a chiave. Custoditi come merce rara o forse avariata in attesa di essere portata al macero.

E' una vergogna a colori, quest'ennesima tragedia. Vergogna colorata d'ipocrisia, di strumentalismo, di pietismo velato, di mimetiche impolverate che operano lontano dalle coste.

E' una vergogna permettere sbarchi clandestini e partire con attrezzate e potenti navi a fare missioni di pace.

La bandiera della pace ha i colori dell'arcobaleno, quella ONU è azzurra, come il cielo e il mare della speranza ...

(Anna M. C.)

Lunedì, 30 Settembre 2013 15:29

Pensieri ed aforismi

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