Anna Maria Chiapparo

Anna Maria Chiapparo

Lunedì, 30 Settembre 2013 15:27

Pensieri ed aforismi

Lunedì, 30 Settembre 2013 15:25

Se

Domenica, 29 Settembre 2013 11:23

Piccoli esperimenti Haiku

Sabato, 28 Settembre 2013 18:02

Riflessioni

Stare da soli con se stessi, chiudendo tutto fuori è un grande esercizio per il corpo e sopratutto per l'anima.

Ritrovi te stesso e capisci che non ha senso rinunciare alle piccole, grandi cose per cui hai lottato, ai tuoi sogni, alle piccole gioie che nascono anche dal nulla...

Vivere. Questo ha un senso e vivere bene con se stessi è una grande battaglia vinta, se capisci che in fondo hai tutto ciò di cui hai bisogno.

(Anna C.)

Sabato, 28 Settembre 2013 17:47

Autunno

Dolcemente finì l'estate.

Ciclamini spuntavano

curiosi. Non li raccolsi.

Lasciai le corolle

a sfiorire tra

le morte foglie.

Il vento sferzava

il risveglio dalla

calura afosa.

La sua canzone

abbracciava il cuore

le sue carezze

addolcivano la speranza.

Sentivo la voce degli

alberi intorno.

La quiete cullava

l'anima sempre

stanca di parole.

Chiapparo Anna Maria (tutti i diritti riservati)

Sabato, 28 Settembre 2013 17:36

Riprendiamoci la nostra vita

Chi non ricorda, anche per studiato a scuola o per sentito dire, le bottegucce allineate nelle vie dei paesi o dei quartieri delle grandi città, degli artigiani locali? Le insegne, spesso anch'esse fatte a mano in ferro battuto, legno intagliato o semplicemente col marchio verniciato...un semplice cartello con scritto a penna: calzolaio, sarto, orafo...Profumo d'altri tempi, quando ci si soffermava sull'uscio a chiacchierare e fumare una sigaretta spettegolando del più e del meno. L'odore del pane appena sfornato per l'aria, misto a quello dei dolci in bella vista nelle vetrine.Le porte spalancate nelle giornate di sole e i vetri appannati negli inverni più rigidi che invitavano ad entrare nel calduccio accogliente, anche solo a salutare. Tutto sembrava più buono, più genuino, più rispettato, perchè fatto con amore. C'era tempo per tutto ed anche il tempo sembrava scorrere più lentamente scandendo le ore silenzioso. Dal falegname c'era odore di legno piallato e i trucioli disegnavano riccioli incolti sul pavimento usurato. Dal calzolaio, l'odore della pelle delle scarpe si mischiava a quello del mastice. Gli attrezzi ordinati in bella vista o messi casualmente sul banchetto quasi sempre rotondo, sembravano animati, parlavano di vita con le scarpe risuolate per farle durare molto ancora. C'era il fabbro con la sua brace rovente, coi suoi ferri arrugginiti, con l'incudine pesante e il martello noioso che batteva incessante tutto il giorno...le grida festose dei bimbi per strada che rincorrevano un pallone, che giocavano a nscondino.Figli di tutto il quartiere, nipoti di tutti. Una grande famiglia che divideva gioie e dolori...

Torniamo ad oggi. Gli scaffali dei mega store americani ci hanno attratti coi loro colori sgargianti e pian, piano ci hanno inglomerati dentro i loro barattoli, pacchi, bottiglie di mille nomi diversi. Ci hanno illusi ed ammaliati fino a farci fare Km per trovare un dato prodotto a prezzo minore. Camminiamo con le liste della spesa su foglietti o memorizzate sul telefono.I più moderni sull'ipad...siamo storditi dalle mille offerte giornaliere e bersagliati a raffica dalle pubblicità. Siamo diventati consumisti incalliti di prodotti anche superflui che non sappiamo nemmeno da dove arrivano. Mangiamo prodotti confezionati chissà dove e da chi. Chissà che viaggi fanno per arrivare a noi! E lasciamo fare, ci scervelliamo a cercare il buono, pur sapendo che in questo mondo ovunque inquinato, ormai poco di buono c'è, oppure ci rassegnamo al prezzo minore, in nome della crisi senza sapere cosa metteremo nel piatto a pranzo. Sicuramente conservanti ed additivi e poco di cosa crediamo essere.

Abbiamo aperto le porte alle cineserie di poco prezzo e man, mano i conti diventano salati sulla nostra pelle, sulla nostra salute.

Abbiamo perso la magia del tempo in cui tutto sapeva di pulito e ci siamo incamminati sul viale spoglio del non ritorno in nome del consumismo. Siamo peggio dei robot.Loro sono macchine, ferraglia, noi cosa siamo diventati?

Ecco, forse fermarci almeno a meditare un po' potrebbe servire a svegliarci dal torpore.Magari sognare il miracolo del Natale che verrà... Penso che non sia mai troppo tardi. Torniamo allora a pensare a quei profumi, a quei ricordi, a quei tempi, non con semplice nostalgia, ma con rabbia! Rabbia per aver perso per sempre qualcosa di bello e semplice che non abbiamo saputo custodire. Cominciamo a spegnere nella nostra mente, i neon fastidiosi delle fredde insegne che ci circondano, le pubblicità spesso inquietanti e perverse che mirano al lavaggio del nostro cervello, al richiamo degli scaffali stracolmi di merce, alla roba firmata che salassa gli stipendi. Rilassiamo la mente staccando la spina alle assordanti discoteche, rifugio dell'io inquieto che ne esce sempre più sconfitto. Puliamo l'aria dai gas tossici che l'avvelenano e cerchiamo i profumi genuini del nostro passato. Torniamo alle bottegucce di paese calde di vita e poesia. Torniamo al fatto a mano col cuore invece che al made in China in serie da piccole mani che lavorano incessanti in nome di un mercato sempre più invadente. Riprendiamoci la nostra vita prima che venga risucchiata da un freddo mega store!

Chiapparo Anna Maria 2012(tutti i diritti riservati)

Sabato, 15 Giugno 2013 11:35

Riflessioni

"L'amicizia è un dono immenso da coltivare ogni giorno nel giardino rigoglioso della vita!"

Questa frase l'ho pubblicata qualche anno fa su un famoso sito on-line di aforismi. Da allora sta facendo il giro del web. La ritrovo in blog, forum e link su Fb. La cosa non può farmi altro che piacere, ma oggi la riscriverei aggiustandola meglio.

"L'amicizia è un dono immenso da coltivare ogni giorno nel giardino rigoglioso della vita, ma spesso siamo pigri giardinieri senza voglia di lavorare il nostro giardino."

Quando finisce un'amicizia, la cosa che fa più male, è la constatazione che hai aperto il tuo cuore, la parte più segreta di te, a quella persona. Dobbiamo imparare ad essere sempre più gelosi del nostro essere e una vocina mi sussurra che bisogna pur imparare a diventare un poco più egoisti e pensare a curare meglio noi stessi, piuttosto che gli altri. Spesso riponiamo fiducia a prescindere, ma facilmente, nulla è come appare. Comunque anche questo fa parte del gioco ed aiuta a maturare.

La frase che mi porto dietro da anni, rispecchia tutto questo. L'avevo fatta mia, ma non si finisce mai d'imparare anche se per fortuna aumentano gli anticorpi...

"Conoscere un nome non significa conoscere un uomo. L'uomo sta nascosto in fondo, dentro il suo nome e le sue azioni e quasi sempre vive solo e in segreto."

Venerdì, 14 Giugno 2013 20:26

Pensieri

Tra i molti difetti (e sono tanti) che il buon Dio mi ha dato, come è giusto che sia, perché nessuno può essere perfetto... quello che per fortuna non ho, è l'invidia. Posso arrabbiarmi per tante ingiustizie, per tante miserie umane, ma l'invidia, proprio non mi appartiene e lo ringrazio di questo dono. L'invidia oltre che peccato, la considero una malattia. La annovero tra i mali che affliggono il mondo e purtroppo c'è tanta gente che campa d'invidia e crepa di rabbia. E non c'è nulla di peggio delle persone che considerano invidiose altre, per nascondere il loro male. Le compatisco, perché appunto le considero malate, ma allo stesso tempo le esorterei a vivere serene, perché la vita è molto di più e c'è molto di più per cui affannarsi, piuttosto che stare a vedere le pagliuzze negli occhi del prossimo cercando di nascondere le travi che trafiggono i loro occhi e soprattutto i lori cuori pesanti. Il mondo per fortuna non gira attorno a noi ed è molto triste constatare che purtroppo esiste ancora e sempre esisterà.



Se la foglia cade nel ruscello
la devi lasciare andare.
Osservala.
Accartocciata su se stessa,
stanca, rugosa, leggera.
S'adagia sulla scia d'argento
e si lascia cullare.
Dolcemente va.

Silenziosa tu,
rimani sulla sponda.
Osservi, ascolti le
voci intorno,
lontane, soffuse.
Ricordi ormai remoti.
E la foglia va verso il mare.
Chissà se ci arriverà.
Chissà se si fermerà
in un angolino ad aspettare.

Tu rimani a guardare.
Restano i ricordi,
le parole, i sorrisi.
Inevitabili sbiadiranno.
Se ne va dolcemente
cullata sul nastro d'argento.
l'aria si ferma a cantare
Una nenia ormai lontana.

Poi t'accorgi che non è sola
Foglie di varie forme e colori.
Rosse, gialle, marroni,
verdi...corrono insieme
verso il mare.
Quel mare che finalmente
le farà riposare.

(Anna M.Chiapparo)

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