Anna Maria Chiapparo

Anna Maria Chiapparo

Lunedì, 28 Marzo 2011 18:04

Sogni

Ho sognato in una notte incantata.
Ho sognato in una notte fatata.
Ho sognato in un cielo stellato.
Ho sognato in un mare agitato.
Ho sentito dei passi vicini.
Ho visto due visi piccini.
Ho udito voci di bambini.

Ho visto due mani intrecciate.
Ho visto due ombre abbracciate.
Un sogno in un mondo di fate.
Un sussurro di ali spiegate.
Farfalle mai afferrate.
Canzoni mai ascoltate.
Parole mai pronunciate.

Un sogno di lunghe notti.
Notti fatte di sogni.
Sogni per non pensare.
Sogni per non ricordare.
Sogni chiusi nel cuore
senza una chiave,
per non far rumore.


Domenica, 27 Marzo 2011 19:48

PACE

Ho visto arcobaleni ed incontri.

Ho sentito messaggi e parole.

Ho visto paesaggi e dolci pensieri.

Hanno fatto girotondi intorno al mondo.

Colori. Profumi. Canti e rintocchi...

E non c'è pace. Non c'è unità.

Non esiste calore, ma vago pensiero.

Vaga la mente lontana cercando

silenzi e risposte.

E s'innalzano inni e s'intonano canti.

Risposte dure che fanno pensare.

Parole al vento da dimenticare.

Cerchiamo la pace lontana...

ma è già qui...dentro me, te, noi.

Non è per il mondo la pace.

Non è per il silenzio o la guerra.

Non è per razza o per religione.

E' semplicemente per Amore!

Se non c'è pace non c'è amore.

Senza amore non c'è pace.

Forse, tutti abbiamo scordato, o

mai imparato cosa vuol dire Amare.

(A.M.Chiapparo 2008)

Giovedì, 24 Marzo 2011 23:16

Come puoi dire che non è guerra?

Ascolta nel cielo, il rombo di un aereo,

poi un altro e un altro ancora...

Guarda lontano, verso l'orizzonte,

le scie che lasciano le navi pesanti.

Osserva i gabbiani impauriti

che scappano e s'appigliano agli scogli.

Scoppi improvvisi lacerano l'aria e tingono

di rosso fuoco l'aria sopita...

Come puoi dire che non è guerra?

Se odi improvvisi le grida dei bimbi.

Mamme che piangono cercando rifugio.

Vecchi che pregano ancora la speranza.

Come puoi dire che non è guerra?

Se intorno lasciano morte e distruzione.

Paura e rabbia. Rovine e macerie....

Come fai a dire ancora che

non è guerra?

(Anna M. Chiapparo)

Giovedì, 24 Marzo 2011 17:49

Una rosa nel deserto

Le immagini si susseguono come un tam-tam infinito ovunque giro canale. Parole, parole, parole, supposizioni, ricostruzioni, dettagli, indizi....non se ne può più!

Tutto diventa platea e tutti diventano registi, sceneggiatori ed operatori di ripresa come in un mega kolossal dove recitano mille comparse.Tutto sfuoca e tutto riappare all'improvviso con l'ultima novità, con la notizia del momento.

Rivedo quel campo incolto e freddo, senza vita, austero.

Un deserto. Un deserto dove è fiorita una rosa.

Penso ai suoi genitori, a quei fratelli protetti dalle tenaglie della TV che accalappia tutti quelli che può come una calamita ingorda che risucchia tutto ciò che tocca e penso che ormai siamo un tutt'uno con la "magica scatola" che troneggia nelle nostre case.

Rivedo quel pozzo nascosto all'occhio, in un altro campo deserto.

Un'altra bambina travolta dalla furia omicida di chissà chi...

Telecamere infinite e tante lacrime vere o finte, chissà... e non si saprà, forse mai la verità...La fine di una bambina sembra finire in secondo piano e i talk show fanno a gara a fare audience.

Un'altra rosa sbocciata nel deserto di un campo anonimo diventato fin troppo noto.

Ora lo scenario è un sottotetto di una casa accogliente.

Una casa che induce alla pace ed alla serenità, ma che custodisce un crudele segreto.Non dovrebbe essere la chiesa, la casa per eccellenza che abbraccia amorosa i suoi figli? Eppure anche là è entrato il male, la mano pesante dell'oblio che travolge e distrugge.

Anche lì, sotto quel tetto è fiorita una rosa.

Rivedo tantissimi altri deserti di cui nessuno parla più perchè non fanno più notizia e tra poco tempo anche queste ritorneranno nell'oblio. Nell'archivio della Tv.

Se ne parla la Tv, tutto ritorna e riaffiora, altrimenti....

Le rose durano il tempo di una stagione. Crescono, sbocciano, fioriscono in tutta la loro bellezza, ma non dovrebbero sfiorire mai.

Poeticamente mi piace pensare che sia il fiore prediletto da Dio perchè m'accorgo che le fioriture, nei giardini s'allungano sempre più. Ho visto anche rose d'inverno sfidare il freddo, certo mite, della terra che m'accoglie.

Un fiore pieno di spine, ma che fa girare gli sguardi e riempie l'olfatto, non può morire così, nella solitudine di un deserto.

(Anna M. Chiapparo)

Martedì, 22 Marzo 2011 12:56

La storia dei tre alberi

C'erano una volta tre alberi, Che Accanto crescevano l'uno all'altro nel bosco.
Erano amici. E come quasi tutti gli amici, anche Loro chiacchieravano tanto. E come quasi tutti gli amici, anche Loro Erano molto Diversi, Nonostante crescessero Nello stesso posto e fossero tutti all'incirca della stessa altezza. Il primo albero amava la bellezza. Il secondo albero amava l'avventura. E il terzo albero amava Dio.
Un giorno, gli alberi parlavano di ciò Che sarebbero voluti diventare da grandi.
«Quando sarò grande, Vorrei essere un baule intagliato, di Quelli dove si conservano i tesori, pieno di gioielli scintillanti», disse il primo albero. Il secondo albero non pensava uno cose del genere. «Quando sarò grande, Vorrei essere un Potente veliero», disse. «Insieme al capitano, un grande esploratore, scoprirò nuove terre.» Nel frattempo, il terzo albero scuoteva i rami. «Io non vorrei Essere TRASFORMATO in niente», disse. «Vorrei restare qui Esattamente dove sono e diventare Ogni anno sempre più alto. Vorrei diventare l'albero più alto della foresta. E Quando gli uomini mi guarderanno, li farò pensare a Dio. »
Passarono gli anni e un giorno nella foresta arrivarono tre boscaioli.
«Finalmente!», Grido Il primo albero, Quando il primo boscaiolo lo abbatté. «Ora il mio sogno di diventare un baule di tesori si realizzerà.»
«Splendido!», Grido Il secondo albero, Quando il secondo boscaiolo lo abbatté. «Ora il mio sogno di diventare un veliero si potra REALIZZARE.»
«Oh, no!», Grido il terzo albero, Quando il terzo boscaiolo lo abbatté. «Ora non potrò Parlare di Dio agli uomini.»
I boscaioli portarono via i tre alberi. E per due di Loro il futuro era carico di promesse. Ma non ci volle molto Perché tutti e tre dovessero seppellire i Loro Sogni. Essere TRASFORMATO anzichè in un bel baule di tesori, il primo albero Divento una brutta mangiatoia per animali. Anzichè un agile veliero, il secondo albero Divento un semplice Peschereccio. E del terzo albero non fecero niente. Fu tagliato in assi, Che Furono lasciate in una pila nel giardino del falegname.
La vita continuo. Gli anni passarono. E piano piano, i tre alberi impararono uno convivere con i Loro Sogni infranti.
Poi, una notte, la vita del primo albero Cambiò repentinamente. Nacque un bambino, con tutta evidenza non un bambino Comune. Gli angeli cantarono, pastori vennero a visitarlo. Quale uso Mangiatoia Indovina come culla la madre del bambino? Quando il primo albero CAPI Che cosa era successo, Il suo cuore si riempi di gioia. «I miei sogni si sono realizzati», disse. «Non Sono stato Riempito d'oro e di gioielli, ma ho portato il più prezioso tesoro del mondo.»
Passarono molti altri anni, in tutto circa 30, e un giorno, infine, anche la vita del secondo albero Cambio. Era fuori, in mezzo al mare, Quando si scatenò una tempesta terribile. Il vento soffiava Violentemente e le onde alte Erano tanto Che la barchetta era persuasa di affondare. Ma a quel punto accadde qualcosa di incredibile. Uno degli uomini Che essa trasportava, si Alzo. «Taci, Calmati!», Disse al vento e alle onde. ED ESSI obbedirono. Quandoil secondo albero afferrò Ciò che era accaduto, anche Il suo cuore si riempi di gioia. «I miei sogni si sono realizzati», disse. «Non ho trasportato un grande esploratore, ma ho trasportato il Creatore del cielo e della terra.»
Dopo non molto tempo, anche la vita del terzo albero subi un cambiamento.
Arrivo un falegname e lo porto via. Con sua grande costernazione, però, non fu lavorato per farne qualcosa di bello. Non ne fecero neppure qualcosa di utile. Invece, ne fu fatta una grezza croce di legno. «Questo è il tipo di croce sulla Quale i soldati crocifiggono i criminali», pensó L'albero, sconvolto. E in effetti fu trasportato sul luogo dell'esecuzione. Là, in cima ad una collina fu inchiodato sopra le sue travi un uomo condannato a morte. Per la verità SAREBBE dovuto Essere il giorno più brutto della vita dell'albero, ma l'uomo inchiodato sulla croce non era un criminale comune Che doveva pagare la pena dei Suoi delitti. Era un innocente, Gesù Cristo, figlio di Dio, Che moriva per i peccati del mondo. E Quando il terzo albero CAPI Ciò che era successo, Il suo cuore esultò di gioia. «I miei sogni si sono realizzati», disse. «Non diventerò l'albero più alto del bosco, ma sarò la croce Che fara pensare Gli Uomini a Gesù Cristo.»

Venerdì, 18 Marzo 2011 17:37

Meraviglie d'Italia

Molte apparizioni di Maria hanno segnato la storia e in molte apparizioni, la Madonna ha svelato a veggenti, dei segreti da svelare poco tempo prima dell'avverarsi.

La delicatezza di certi argomenti, non vuole offendere la suscettibilità di chi non crede in certe cose, ma per noi cristiani, tutti questi avvenimenti hanno un che di rivelazione non per spaventarci e farci vivere nella paura e nello sconcerto, ma per farci riflettere e, magari fermarci un momento a pensare dove vuole arrivare l'uomo con il suo alto senso di onnipotenza che poi, facilmente si scontra con la potenza della natura che chiede il conto. Riflessione, meditazione e preghiera.

Fino a quando l'uomo non capirà di essere davanti a Dio ed al Creato, come un fragile vetro, pronto a ridursi in miriadi di pezzetti al minimo scuotimento, non avrà pace. (Anna M. Chiapparo)

PROFEZIE DELLA MADONNA DI ANGUERA SUL TERREMOTO IN GIAPPONE


28.04.2005
Cari figli, la terra è piena di malvagità e i miei poveri figli camminano come ciechi spiritualmente. Gli uomini hanno sfidato il Creatore e per questo saranno puniti severamente. Il Signore pulirà la terra e i suoi fedeli vivranno felici. L'umanità sperimenterà grandi sofferenze. Il Giappone soffrirà per un mega-sisma di dimensioni mai viste in tutta la sua storia.

02.08.2005
Il Giappone vivrà momenti di angoscia, ma il peggio dovrà ancora venire.

31.12.2005
Il Giappone berrà il calice amaro della sofferenza.

04.03.2006
Il Giappone berrà il calice amaro del dolore.

5.02.2010
Accadrà in Giappone e si ripeterà nel Paraíba. Ovunque si udranno grida di disperazione.

20.03.2010
Un mega-sisma scuoterà il Giappone e i miei poveri figli piangeranno e si lamenteranno.

17.04.2010
Una grande distruzione si verificherà in Giappone. Pregate. Pregate. Pregate.

24.04.2010
L'umanità è alla vigilia degli avvenimenti più dolorosi. Sono vostra Madre Addolorata e soffro per ciò che vi attende. La terra si agiterà e dalle profondità verranno immensi fiumi di fuoco. Giganti addormentati si alzeranno e la sofferenza sarà grande per molte nazioni. L'asse terrestre si sposterà e i Miei poveri figli vivranno momenti di grande tribolazione. State attenti. Ecco il tempo dei dolori per l'umanità.

29.05.2010
Il Giappone soffrirà e il dolore sarà grande per i miei poveri figli.

28.10.2010
La morte passerà per il Giappone e per l'India, lasciando una grande scia di distruzione.

Lunedì, 14 Marzo 2011 17:43

Un sogno di qualche anno fa

Ho sempre scritto nella mia vita. Ho scritto qualsiasi cosa mi passasse per la testa. Ricordi, pensieri, sogni, semplici appunti e cose contorte che rimuginavo nella mente, e che, trascrivendole, pensavo mi potessero aiutare a carpirne il significato.

Ho trascritto anche dei sogni che non sono più andata a rileggere, ma che sono ancora impressi e vividi.

Nella mia vita, ci sono stati periodi di fede intensa, periodi di deserti, di piatta, di alta e bassa marea, di vuoto...

Con la preghiera ho ottenuto molto. Sono stata bene più di una volta ricevendo risposte così immediate da mettermi quasi paura.

Sentire una presenza vicina in modo così intenso, è una sensazione meravigliosa che non si riesce a descrivere, ma che auguro a tutti di provare almeno una volta nella vita.

Io quella sensazione l'ho provata più di una volta e tutte le volte ha avuto un senso preciso...nulla accade per caso, e spesso, quel nulla diventa il nostro tutto.

Spesso, è capace di riempire spazi infiniti legandoli con fili ed intrecci così ingarbugliati che al solo pensiero, farebbero impazzire.

Spesso, con un semplice gesto, ti si aprono mondi incredibili, che mai avresti pensato.

Qualche anno fa, come dicevo, ho fatto dei sogni strani, ma sicuramente significativi, che ho pensato di trascrivere in dei quaderni che conservo. Questa sera mi è tornato alla mente un sogno fatto nel 97...

Sono in una via molto affollata, ma non capisco perchè...Chiedo a qualcuno e mi dicono che dentro una casa c'era Maria, la Madonna, e quindi quella gran folla si era riversata per strada.

Mi prende una strana frenesia e un forte desiderio di vederla anch'io, ma sento che sarà impossibile con tutta quella confusione. Rimango lì in attesa in mezzo agli altri con la speranza di vederla uscire, ma non mi agito come tanti che scalciano e spingono per farsi strada. Rimango dove sono pregando mentalmente che Lei esca fuori per almeno vederla, anche da lontano.

Intorno c'è un gran trambusto, vocii confusi e pianti di commozione. Io osservo ed ascolto pensando tra me:<<fa che esca, fa che esca...>> All'improvviso il silenzio. Vedo la folla aprirsi davanti a me in due file e vedo venire avanti una fanciulla vestita di bianco...piccola, minuta, scalza, capelli sciolti scuri. Indossa una tunica arricciata con un elastico invisibile. Non vedo fasce. Sembra volare come una farfalla, tanto si muove leggera. E' di una bellezza indescrivibile, perchè è piena di dolcezza. Sorride guardandomi e s'avvicina a me che sembro impietrita.

Proprio da me viene! Mi abbraccia teneramente e mi dice:<< Io sono la mamma di tutti e voglio bene a tutti>>

L'indomani, al risveglio, mi accorsi che era l'undici febbraio, anniversario delle apparizioni di Lourdes.

Non so descriverlo quell'abbraccio, e non so nemmeno la durata, ma ogni tanto, quando ci penso, come stasera, mi sembra ancora di sentirlo, di viverlo.

Ho pregato nel sogno senza spingere e scalciare e Lei è venuta da me. Chiedete e vi sarà dato. Io sono la mamma di tutti e so i bisogni di tutti anche se non mi vedete...

Queste le conclusioni che ho dato a questo sogno tredici anni fa, e ne sono seguiti altri...

Bisogna convincerci che Maria non è un essere effimero e inafferrabile. Non è un sogno che ritorna da una leggenda che sappiamo da sempre. Non è un mito.

E' semplicemente una Madre amorosa che non aspetta altro che il poterci abbracciare.

Devo ricordarmene più spesso...

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