"Il profumo del Natale e la gioia del presepe" di Anna Maria Chiapparo

Odio i programmi televisivi che ci propinano servizi su regali stupidi. Non saprei se è una mia impressione, ma il Natale d'oggi non ha più il profumo di un tempo. Non ha più il sapore, né la magia di un tempo... ma forse siamo noi che non siamo più gli stessi, o meglio, io che m'illudo che nulla cambi, mentre intorno è un cambiamento continuo. E carissimi, vacanze a destra ed a manca, gite per mercatini luccicanti, interviste banali che ripetono sempre le stesse cose... tutto è caro e c'è la crisi, ma i centri commerciali pullulano come formicai affaccendati. E consigli sui pranzi e sui cenoni che gira e rigira sono sempre gli stessi, per non parlare poi delle gare a consigliare diete. Prima ci consigliano le abbuffate, poi le diete per disintossicarci... assurdo. E la rabbia peggiora quando queste cose le ascolto nei TG fotocopia di ogni canale ormai quotidiani, mah! E mi soffermo a pensare che senso abbia ormai il Natale. Anche il presepe hanno invaso i nostri vip-politici... Per fortuna che c'è chi crede ancora a questa ricorrenza e non l'ha relegata a cenoni, panettoni, alberi e doni da scartare. E la magia del presepe fatto col cuore entrando in ogni angolo da creare a poco, a poco vedendolo nascere al momento... E tornano i ricordi a stuzzicare l'animo. Basta un piccolo flash e davanti agli occhi ritornano le passeggiate per il "Cannale" alle pendici di Malamotta a cercare il muschio e la "morzija" che emanavano un profumo di selvatico particolare. Prendere il muschio delicato e trattarlo come un tesoro prezioso, soprattutto quello bianco-argento che ogni volta mi stupiva... Non c'erano luminarie da noi, né cornamuse per le strade, né corse a regali e a spese esagerate, ma il profumo del Natale si sentiva, eccome! C'era una magia misteriosa nell'aria che faceva addolcire tutto già dai primi di dicembre. Il freddo pungente raggelava l'aria, ma intorno s'assaporava un calore che scioglieva i cuori davanti a un piccino adagiato in una mangiatoia piena di paglia ruvida. Mi piaceva tanto il presepe che facevano nella chiesetta sull'altare di San Giuseppe e nella chiesa grande, sotto San Rocco. Mi emozionavano tanto i pastori, grandi ed antichi ed era bello vedere le pecore statiche che "brucavano" il muschio. Era silenzioso il presepe e incantava con la sua tenerezza. Oggi si è inventato di tutto e di più. Tutto meccanizzato, la pioggia vera, la neve, l'alba e il tramonto, l'arcobaleno, i pastori in movimento... tutto bello, ma dispersivo. Si osserva tutto e ci si distrae dal punto focale che è la misera stalla che ospita Gesù bambino. Tutto è diventato commerciale e ciò che non serve più si butta e si cambia. Prima ci affezionavamo di più alle cose, forse perché più desiderate. Era bello poter salire a Vibo, al mercato e scoprire novità che da noi non c'erano ancora. Era bello preparare le nostre "curujicchje" che in questo periodo avevano un sapore speciale. La novena al mattino presto nell'alba fredda e poi, via per le campagne a raccogliere le olive con in testa le canzoni natalizie come la classica "Tu scendi dalle stelle". Il cappotto nuovo da indossare per la messa e per andare a fare gli auguri ai nonni ed ai parenti, poi la passeggiata lungo il corso fino al Calvario che si portava via tutto ciò che si era atteso per tanto tempo... in un attimo. Volava e svaniva la magia e restava già la nostalgia di quel qualcosa d'impalpabile che si era vissuto nei giorni passati nell'attesa. Era quello il profumo del Natale che permeava l'aria e le persone che si scambiavano auguri sinceri almeno in quel giorno. Magari l'indomani tornava tutto come prima... ma il Natale era il Natale e tutto si tralasciava. E' questo il profumo del Natale che mi piace ricordare e che spero di trasmettere ai miei figli, non quello caotico dei supermercati affollati ed artificiali. Non basta fare il presepe né far finta di essere più buoni. Io non aspetto il Natale per fare il presepe, ma faccio il presepe per cercare di vivere il Natale per quello che è stato nell'idea di San Francesco:umiltà che porta amore. L'amore di Dio per noi che è arrivato a tanto e che ogni anno si rinnova con stupore infinito.

BUON NATALE A TUTTI!

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