L'ex statale 536 da 43 anni ridotta sempre a mulattiera

L'incredibile attualità di una corrispondenza datata agosto 1973.

Gazzetta del Sud del 14 Settembre 2016

La fine dei pomposi, e "narcotizzanti", fasti estivi ripropone l'eterno dilemma sull'inadeguatezza del sistema viario provinciale, con il riemergere di proteste di cittadini esasperati e la riscoperta di un apparato stradale al collasso.
Tra le tante realtà stradali degradate una, a seguir le cronache, sembra assumere un carattere emblematico: la ex statale 536 di Acquaro, un'arteria che originariamente si snodava per oltre sessanta chilometri da Sant'Angelo di Gerocarne a Taurianova, nel reggino, alla quale, in maniera quasi profetica, non è stato cambiato neppure il nome originario. Chiunque la percorre conosce le numerose insidie che vanno dalla presenza di una fitta vegetazione (problematica mitigata in alcuni tratti prima dell'estate dall'intervento delle amministrazioni di Arena, Acquaro e Dasà), all'assenza pressoché totale di segnaletica, soprattutto orizzontale (che di notte costringe a circolare a intuito), passando per i numerosi cedimenti verificatisi o in fase di compimento, e per le molteplici buche lungo tutto il percorso che, oggi, per la nostra provincia si ferma a Dinami.
Tralasciando "mitici" periodi di splendore certamente esistiti, come era la situazione in passato? Identica, stando alla descrizione fattane da un cronista esattamente 43 anni fa, nell'agosto del 1973. Sei anni prima (con una operazione inversa a quella del 2002) la 536 passava da provinciale a statale, con la promessa, e la speranza, che il suo stato migliorasse. Invece: «si stava meglio quando si stava peggio», scrive il cronista. Il motivo è semplice: «non sono stati realizzati i lavori di ammodernamento; così il fondo stradale si è andato dissestando sempre più ed appare come una fetta di groviera». Inoltre: «manca completamente la segnaletica e le erbacce hanno invaso la carreggiata», e, tutto ciò, «dà la misura esatta del pericolo che incombe sugli automobilisti che si avventurano sulla strada». Per rifinire il tutto: «le alluvioni dell'inverno scorso hanno completato l'opera, causando frane e smottamenti in più punti». In definitiva: «è più giusto parlare di una mulattiera che di una strada».
Un'istantanea che sembra scattata oggi. A dimostrazione che qui anche se cambia tutto, in realtà non cambia mai nulla.

Valerio Colaci

Commenti   

Giuseppe Calogero
# Giuseppe Calogero 2016-09-20 21:49
Qualcuno un giorno mi disse che sono di parte, non ho capito e non voglio capire. Ho 40 anni di emigrazione, sono Acquarese perchè pago le tasse(ingiuste? ). Vedendo anzi leggendo questo articolo della gazzetta del sud sulla statale 536 mi scappa qualche lacrima. Negli anni 70 era una strada di comunicazione per vari paesi, oggi sembra un cimitero, ogni chilometro di strada ci vogliono 20 minuti per percorrerla e automaticamente delle assicurazione sulla vita. Dalle mie vacanze fatte in Calabria Agosto 2016, ho visto degli sperperi di denaro regalati dalla regione e dalle province ai comuni per arricchire le tasche dei "ladri" di turno, cantanti che per delle serate pubbliche prendevano la bellezza di 30.000 euro. I miei compaesani si sono sempre lamentati della statale 536 e delle affluente strade che servono per andare a lavoro perchè rovinano le macchine, ma al momento del voto non hanno più guardato le strade, devo purtroppo richiamare all'attenzione gli amministratori dei vari paesi limitrofi a queste strade di intervenire immediatamente con quei soldi che danno ai "cantanti" le serate passano anche con meno soldi.....e strade e paesi più sani.
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