L'eredità di Gigi Colaci racchiusa in un motto

Il ricordo sempre vivo dell'attuale consigliere Francesco Scarmozzino.

Gazzetta del Sud del 4 Novembre 2016

La morte di Gigi Colaci per un infarto fulminante, ha suscitato sconcerto, clamore e dispiacere in tutto il territorio, dove era conosciuto come dipendente provinciale: «impiegato modello - secondo i colleghi - in prima linea nelle lotte per la tutela della dignità e dei diritti».
Tra il '95 ed il '99 Gigi Colaci è stato sindaco di Acquaro. La politica, ancora, era fatta di solidi ideali, quelli su cui, a pane e marxismo, si era formato nella sezione cittadina del Pci. Non era autodidatta ed era stato assessore nella precedente amministrazione a guida Peppe Galati, che lo notò per impegno e preparazione, e lo volle come successore naturale. Fu una vittoria al cardiopalma, decisa alle quattro del mattino con trenta voti di scarto nella frazione Limpidi (dopo che i seggi, ad Acquaro e Piani, già in serata avevano dato allo sfidante, Saverio Viola, una quarantina di voti di vantaggio). La lista "Tre spighe" trionfò e governò quattro anni, ingranando dopo il primo di stallo (per gli effetti del dissesto, ritenuto necessario dalla precedente gestione), ottenendo numerosi finanziamenti con cui si realizzarono tante opere e lasciando pure un attivo di amministrazione di oltre un miliardo e mezzo.
«Il Gigi Colaci sindaco - afferma Francesco Scarmozzino, attuale esponente di minoranza allora vicesindaco - fu un amministratore politicamente preparato, molto attento ai problemi, al mondo giovanile e alle già preoccupanti dinamiche demografiche, che cercò di combattere incentivando, senza successo, il cooperativismo, e il coinvolgimento dei giovani in politica. A volte - ricorda - siamo stati accusati di lentezza operativa, ma ciò era dovuto al fatto che Gigi era molto riflessivo e pretendeva di ponderare approfonditamente ogni atto. Era colui che voleva l'ultima parola su ogni decisione che, comunque, non prendeva mai senza aver sentito il parere della giunta, di cui si fidava. Famose le battute cui ricorreva che, spesso fini e argute, non venivano sempre capite e, a volte, causavano problemi di comunicazione. Persona conviviale e di compagnia, è stato un amministratore fine, che è riuscito ad interpretare tutti gli aspetti istituzionali della figura del sindaco. Lo voglio ricordare - conclude il consigliere - col suo motto principale: «Bisogna sempre agire, anche a costo di commettere errori. Perché questi si possono riparare, l'inerzia no».

Valerio Colaci

Lock full review www.8betting.co.uk 888 Bookmaker

Questo sito utilizza cookie, anche di terze parti, per migliorare la tua navigazione. Chiudendo questo banner, scorrendo questa pagina o cliccando qualunque suo elemento ne acconsenti l'uso. Per saperne di più leggi la Cookie Policy.