In cenere dieci ettari di macchia mediterranea

Tre fronti hanno attaccato le località Banaggia e Sansino a Limpidi di Acquaro.

Gazzetta del Sud dell'1 Luglio 2017

Non si arresta l’onda di fuoco nel Vibonese, dal mare alla montagna, da giorni trasformato in uno spettrale paesaggio lunare dai numerosi incendi che devastano tutto ciò che incontrano. Ad Acquaro, dopo la collina di Salandria, mandata in cenere giovedì da un rogo che ha impegnato i vigili del fuoco fino alle 23.30, da ieri mattina presto, alimentati dal vento e 43 gradi di temperatura, altri tre grossi fronti d’incendio si sono sviluppati a Limpidi, annientando almeno altri diecimila ettari di macchia mediterranea sui fronti collinari Banaggia e Sansino, alla cui base è partito il fuoco che, nel giro di poche ore, ha divorato il costone e quasi raggiunto le case di contrada Camera. Alcune di esse sarebbero state evacuate per sicurezza in seguito al sopralluogo di parte della squadra di Vigili del fuoco di Serra San Bruno, che ha perciò richiesto l’intervento di un mezzo aereo, mentre l’altra parte è rimasta a valle per spegnere alcuni dei tanti focolai. A guidarli i caposquadra Valerio Ruffa e Salvatore Maragò. Sul posto anche i Carabinieri di Arena, che hanno gestito il traffico durante le operazioni di spegnimento, in particolare in un tratto della ex 536 dove le lingue di fuoco fuoriuscivano da bordo strada, costringendo gli automobilisti a invadere la corsia opposta. Pericolosi anche alcuni massi e pezzi di tronco che, non più trattenuti dalla vegetazione, sono precipitati sulla strada.
Giornate estenuanti in questo caldo fine giugno quelle dei Vigili del fuoco, impegnati in massacranti turni di 12 ore, dai quali smontano solo quando arriva l’altra squadra a dar loro il cambio, venendo spostati da un sito all’altro a seconda della priorità delle richieste al 115, per cui hanno precedenza le vite umane, le abitazioni e poi eventuali strutture e la stessa flora, di cui nei luoghi impervi, come quelli di cui si sta parlando, si occupano i mezzi aerei, quando ci sono. D’altronde le emergenze di questi giorni sono infinite e c’è carenza di mezzi e di uomini, visto anche che la Guardia forestale, che gli anni scorsi ha avuto anche tali mansioni, ora è stata assorbita dai Carabinieri e fa altro. Nessun dubbio da parte dei Vigili del fuoco sulla natura dolosa degli incendi, per appiccare i quali, sia pur in presenza di erba secca, non è abbastanza un mozzicone ma occorre qualcuno che si prenda la briga d’intervenire con una fiamma, coadiuvato poi dagli inconsapevoli caldo e vento.
E così in niente partono ettari di vegetazione preziosa e a volte, come avvenuto mercoledì a Dasà, si mettono a repentaglio la vita delle persone e le loro case.

Valerio Colaci

Lock full review www.8betting.co.uk 888 Bookmaker

Questo sito utilizza cookie, anche di terze parti, per migliorare la tua navigazione. Chiudendo questo banner, scorrendo questa pagina o cliccando qualunque suo elemento acconsenti all’uso dei cookie. Per saperne di più leggi la Cookie Policy.