Manno, due anni senza incontri: è tempo di tornare sul ring

Sabato combatterà nei superpiuma contro Luca Genovese, giovane pugile di Cassino.

La Stampa del 28 Febbraio 2018

Mancano cinque giorni al ritorno sul ring di Benoit Manno dopo due anni di assenza. Un rientro atteso da tanti tifosi che il pugile italo-francese aveva procrastinato per seguire la carriera da imprenditore sportivo ma che adesso, dopo che la sua palestra in città ha iniziato a girare a pieno ritmo, gli ha lasciato il tempo per tornare a indossare i guantoni e ad allenarsi.
«Non è facile ricominciare dopo essersi fermati per due anni perché il metabolismo è più lento ma avendo continuano a insegnare pugilato, per lo meno, la preparazione atletica non partiva da zero - spiega il pugile, ex campione italiano -. Con Roberto Mariano, il mio preparatore atletico Stefano Loiacono e il mio maestro Bruno Bottero stiamo cercando di recuperare il tempo perso attraverso allenamenti intesivi e ritiri preparatori».
L'obiettivo di Manno non è semplice: sabato salirà sul ring contro Luca Genovese, giovane pugile di Cassino categoria superpiuma (fino ai 59 kg di peso), un atleta ostico e aggressivo ma che, se battuto, permetterà al pugile torinese di scalare velocemente la classifica per arrivare, nel giro di 3 o 4 incontri, a giocarsi nuovamente il titolo italiano di categoria.
«Ho scelto di tornare sul ring contro un pugile agguerrito per guadagnare più punti - spiega Manno -. Mi rendo conto che sarà una bella sfida perché abbiamo due stili diversi: lui è un ‘picchiatore', un brevilineo che punta a chiuderti alle corde. Io, invece, sono un attendista e dovrò tenerlo a distanza».
Per ora, Benoit non ha un procuratore ma per questa sfida ha trovato chi finanzierà il suo incontro previsto alle 21 al Palazzetto di Cumiana: si tratta della Cooperativa Sociale L'Orizzonte. Nonostante i due titoli italiani alle spalle e una finale combattuta per l'europeo, Benoit non sta trascurando nulla nell'allenamento: «Sto lavorando molto sulle gambe e devo ammettere che anche il lavoro sul ring è stato duro - spiega -. Se da un lato il fatto di insegnare pugilato nella mia palestra mi ha tenuto fisicamente preparato, dall'altro è stato necessario riprendere una certa prontezza d'occhio che se non sali sul ring per tanto tempo rischi di perdere. Ora mi devo solo concentrare sul match e pensare al lavoro da fare per trovare un nuovo posizionamento in classifica professionisti».

Federico Callegaro

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