Bonifica della discarica di Carrà, il Comune passa al contrattacco

La Giunta di Acquaro nomina un legale per opporsi alle sanzioni.

Gazzetta del Sud dell'1 Marzo 2018

Dopo il commissariamento dello scorso novembre arriva un ulteriore risvolto giudiziario, l'ennesimo, sulla questione della bonifica della discarica di “Carrà”, ad Acquaro, dove l'esecutivo cittadino ha dato direttive al responsabile dell'area tecnica per la nomina di un legale.
Stavolta, infatti, la posta in gioco è molto alta: 1 milione e 200mila euro da restituire al ministero dell'Economia, come quota parte anticipata per la salatissima multa (85 milioni e seicento mila euro, più una sanzione semestrale di 39 milioni e 800 mila euro a carico del Fondo di rotazione per l'attuazione delle politiche comunitarie) inflitta all'Italia dalla corte di giustizia dell'Ue con sentenza del dicembre 2014 per la violazione degli obblighi relativi alla gestione dei rifiuti (nel caso specifico per la mancata o tardiva bonifica di una serie di discariche sparse per il territorio nazionale). Un vero e proprio salasso per Acquaro e gli altri comuni interessati da una di tali discariche (in provincia di Vibo anche Pizzo, Joppolo, Arena e San Calogero) che è stato notificato via pec il 18 gennaio scorso. Ad esso, tuttavia, l'amministrazione Barilaro non ci sta, decidendo di impugnare il provvedimento.
E ciò, secondo quanto recita l'atto d'indirizzo della Giunta, in base a precisi assunti per cui, tra l'altro: «La responsabilità del mancato adempimento alla normativa comunitaria è da imputare innanzitutto allo Stato; vi è equivalenza tra il mancato esercizio di poteri sostitutivi da parte delle regioni verso i comuni e quello da parte dello Stato verso le regioni; la strategia difensiva dell'Avvocatura generale dello stato non è stata concertata con le regioni che, così, non hanno potuto fornire la documentazione per l'esclusione dalla procedura di alcune discariche; il predetto provvedimento è lesivo degli interessi del comune di Acquaro; manca un accertamento circa le responsabilità effettive dei diversi livelli di governo. Da qui la decisione di proporre ricorso innanzi al Tar del Lazio e di precedere alla nomina di un legale, cui sarà corrisposto un compenso di 2mila 500euro.

Valerio Colaci

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