Manno ricomincia da tre

Il pugile torinese, due volte tricolore, è tornato sul ring: «Mi sento bene».

Tuttosport del 6 Marzo 2018

Benoit Manno è tornato. A due anni e mezzo dall'ultimo match disputato, il pugile torinese con origini franco calabresi è nuovamente salito sul ring per riassaporare il gusto della sfida, quel sapore che in passato gli aveva regalato il titolo italiano dei pesi superpiuma (nel 2011 e nel 2012) e lo aveva fatto arrivare ad un passo dalla cintura europea dei pesi piuma (nel 2014, battuto da Emiliano Marsili a Tolfa). Un percorso che si era interrotto subito dopo il 28 novembre 2015, quando a Torino sconfisse il serbo Bojan Veljkovic, e che è ripreso sabato 3 marzo a Cumiana dove Manno ha avuto la meglio ai punti sul laziale Luca Genovese, quarto nel ranking italiano della categoria: «Ho provato belle sensazioni ma ciò che è stato incredibile è che rispetto a due anni fa era molto più allenato – ha raccontato – questo è merito del lavoro svolto in questi mesi con Roberto Mariano che ha curato sapientemente la parte tecnica e con Stefano Loiacono che ha seguito la preparazione atletica. Un programma che in passato non avevo mai seguito e che mi ha fatto fare passi da gigante sia sul piano dell'esplosività che della parte cardio. Ho svolto un paio di allenamenti al giorno, a volte anche tre, e per prepararmi ancor meglio nei fine settimana andavamo in Liguria. Aria di mare e sparring con pugili élite mi hanno fatto sicuramente bene. MA un grosso grazie lo devo fare anche a Filippo Violante che mi ha dato una mano nelle rifiniture».

Il merito
Grande merito per questo ritorno, però, spetta sicuramente alla moglie Elisabetta: «È stata lei che più di tutti, insieme a Roberto (Mariano, ndr), mi ha spinto a tronare sul ring – ha aggiunto – avevo qualche rimpianto, la mia carriera da atleta non era ancora completa e così, dopo l'apertura della mia palestra (Manno Boxing Club, ndr) e la nascita di mia figlia, ho sentito il bisogno di tornare a combattere». Proprio la palestra ha avuto un ruolo determinante in questo positivo rientro all'agonismo: «Prima era logorante preparare un incontro perché spesso dovevo perdere anche 8-9 chili, oggi un po' per lo stress della mia attività, un po' per la nuova preparazione adottata è tutto più facile». A 36 anni questo è decisamente un nuovo inizio per chi al momento è anche senza procuratore: «Per ora mi autogestisco la carriera, spero di salire sul ring di nuovo a maggio e ci sono buone possibilità di combattere anche ad agosto in Calabria, o ad Acquaro o a Tropea». La terza cintura italiana è più che un sogno. I presupposti ci sono tutti e con condizione e determinazione come quelle mostrate a Cumiana, c'è da giurare che Manno farà girare la testa a molti altri avversari.

Marco Avena

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