Sulle strade tra frane e voragini, il rischio “viaggia” sulle provinciali

Lo smottamento ad Acquaro l’ultima delle criticità che mettono in pericolo l’utenza.

Gazzetta del sud del 29 Marzo 2018

Si è verificato esattamente nel punto della frana di lunedì, il nuovo smottamento che ha determinato l’ulteriore chiusura al traffico della provinciale 72 per Piani, notte di martedì, per la completa ostruzione dell’arteria e l’impossibilità di un intervento immediato e per garantire l’incolumità degli automobilisti.
Intervento eseguito ieri mattina, quando è stata asportata una grossa quantità di detriti e creato una sorta di sbarramento provvisorio in grado di contenere eventuali altri cedimenti. Come e più volte evidenziato gli smottamenti ultimi sono stati causati sì dalle incessanti precipitazioni di questi giorni ma, preponderante nel favorire ciò, sono stati i frequenti incendi che hanno infuocato la scorsa estate. Proprio il costone collassato è stato più volte colpito da roghi che, di volta in volta, hanno distrutto ciò che aveva risparmiato il fuoco del giorno precedente, privando la montagna di vegetazione e delle radici utili a contenere simili fenomeni.
Ciò ha fatto sì che la via di comunicazione, che non è il massimo ma a livello strutturale tra le migliori che la provincia di Vibo può vantare, si sia trasformata in una strada pericolosissima, con rischio di rimanere sepolti dai detriti che vengono giù dall’alto come una ghigliottina. Ma, d’altronde, la mappa del rischio lungo le arterie provinciali è divenuto ormai normalità e, infatti, proprio la rete viaria di competenza della Provincia, composta da 112 arterie, è un immenso colabrodo di mille chilometri.
Dalla ex Statale 535, alla Provinciale 58 Dasà-Arena-Serra, passando per la Sp 10, la Mileto-Dinami e tante altre, solo per fare qualche cenno per l’entroterra, si ha l’imbarazzo nello stabilire quale sia a più alto rischio.
E non cambia la situazione di pericolo sulle provinciali 14, la cosiddetta via Mesima a Piscopio, e la Sp 74, che vi si congiunge per condurre gli automobilisti di almeno 4 centri a Vibo: colme di buche rischiosissime e trasformate in pozzanghere ad ogni pioggia. Qui si attende un intervento serio già annunciato prima del 4 marzo scorso.
Nell’attesa, si tampona con qualche colata di cemento che, puntualmente, dopo qualche mese, viene spazzata via da nuove precipitazioni e dal passaggio di mezzi agricoli e pesanti.

Valerio Colaci

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