Don Mario Natale ritrova la comunità

Festeggiati i 50 anni di sacerdozio a Limpidi.

Gazzetta del sud del 2 Luglio 2018

Con una messa solenne ed un rinfresco in piazza a Limpidi sabato ha onorato i 50 anni di sacerdozio di don Mario Natale, padre rosminiano originario della piccola frazione di Acquaro, dove ha voluto festeggiare con la famiglia e tra la sua gente «qui dove sono le mie radici - ha commentato - che hanno dato le basi alla mia religiosità e che ho nel cuore». A concelebrare lo stesso don Mario, il parroco della comunità, don Rocco Suppa, don Nazzareno Natale, missionario rosminiano in America latina, il parroco di San Giorgio a Pizzo, don Pasquale Rosano, e quello della chiesa di San Giovanni di Vibo.
Una vocazione precoce, quella sua, “conteso” sin dalla fine delle elementari dal parroco del tempo, don Falleti, che vedeva per lui il sacerdozio, ed il maestro, che invece lo voleva indirizzare verso gli studi agrari a Vibo. Evidentemente scelse la prima strada e fu diretto verso i rosminiani, dove prese i voti a 21 anni e divenne sacerdote a 27, nel marzo del ’68 (l’anniversario coincide con la prima messa ufficiale a Limpidi, il 30 giugno, giorno, tra l’altro, del suo settantottesimo compleanno). Attualmente è rettore del collegio internazionale di preparazione dei giovani rosminiani ed ha operato nella formazione dei giovani che entravano in istituto e ricoperto incarichi di responsabilità, tra cui quella di padre provinciale, oltre ad aver retto delle parrocchie per un trentennio. Ricorda in particolare quella di Isola Capo Rizzuto, retta negli anni ’70 insieme ad altri confratelli. Qui vi era una forte presenza mafiosa, che pretendeva privilegi anche dalla chiesa e condizionava la vita sociale. Si puntò sull’egualitarismo di tutti e sui tagli ai privilegi (arrivando anche ad eliminare i padrini di battesimo).

Valerio Colaci

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