Mons. Luzzi, vero esempio di fede

Fu l’ultimo arciprete nel paesino della Piana dal 1957 al 1971.

Gazzetta del sud dell'8 Luglio 2018

Largo San Francesco gremito per rendere omaggio all'ultimo arciprete di Polistena, mons. Vincenzo Francesco Luzzi, pastore illuminato e fedele, a 100 anni dalla sua nascita e a 23 dalla morte.
Una serata di ricordi ed emozioni forti - don Luzzi è stato arciprete di Polistena dal 1957 al 1971 e fu lui a volere l'istituzione delle attuali 3 parrocchie cittadine - voluta dall'associazione culturale “Girolamo Marafioti” in collaborazione con l'Opera Pia Casa di riposo “San Francesco da Paola” fondata proprio da don Luzzi, con la parrocchia del Rosario e sotto il patrocinio dell'Amministrazione comunale. Alla presenza di nipoti, pronipoti e tanti amici di mons. Luzzi, è stato Piero Cullari, presidente della “G. Marafioti”, ad esprimere grande soddisfazione nel vedere tanta gente accorsa per ricordare un grande prete, vicino ai bisognosi, un eccelso teologo, scrittore, studioso e ricercatore, un uomo dalla grande cultura.
È stato poi Valerio Colaci, pronipote di mons. Luzzi, a ricordare il suo grande legame con la famiglia e con il suo paese, Acquaro, e l’amore per le chiese in cui è stato: 14 anni a Polistena e 11 ad Arena. È stata l'assessore Laura Scali a portare il saluto del sindaco Tripodi, definendo don Luzzi un punto di riferimento forte per la città, il cui esempio deve servire da sprone ai giovani. La serata è stata allietata dagli applauditi intermezzi musicali del soprano Caterina Francese, accompagnata dalle allieve di “Musicando” di Mara Gambadauro. Sono stati Gabriella Racolbaldo e Mimmo Politanò a ricordare la grandezza, l'autorevolezza morale, l'umiltà di un grande sacerdote che ha dato tanto a Polistena, anche in termini di strutture religiose; Pino Paviglianiti ha letto il testamento spirituale di mons. Luzzi mentre mons. Filippo Ramondino ha espresso gratitudine verso un intellettuale che da direttore dell'Archivio storico diocesano di Mileto ha dato tanto, sempre nel rispetto della verità storica. Per don Franco Borgese, parroco del Rosario, sull’esempio di don Luzzi, occorre stare legati alle proprie radici: «Siamo qui non solo per ricordare ma anche per raccogliere un'eredità di fede, la fede bisogna trasmetterla con la testimonianza della vita. Mons. Luzzi è stato l'arciprete della sinodalità, operatore di carità e prete al servizio dell'uomo».

Attilio Sergio

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