Anziano abbandonato, c’è il lieto fine

Il 70enne rientrato ad Acquaro è stato ricoverato in una casa di riposo.

Gazzetta del sud del 19 Luglio 2018

È tornato a casa lunedì, scortato in auto da volontari della locale Croce rossa italiana, F. S., settantenne di Acquaro ricoverato il 13 maggio scorso dopo il rinvenimento nella sua casa di via “Fallà” in stato di abbandono e degrado igienico sanitario e pietose condizioni di salute.
Qui l’uomo, con serie difficoltà nei movimenti, viveva da solo con una pensione minima, dopo il divorzio dalla moglie e la rottura dei rapporti con i quattro figli, che abitano al nord. A dare l’allarme, oltre due mesi fa, i vicini che, preoccupati perché non lo vedevano da giorni, hanno allertato il vigile urbano, i carabinieri, il 118 ed i vigili del fuoco. Questi ultimi, entrando nello stabile da una finestra, hanno trovato il pensionato seminudo sul letto tra sporcizia, rifiuti di ogni genere e cattivo odore.
Da qui il ricovero allo Jazzolino, dove l’anziano è stato ripulito e rifocillato, prima del trasferimento nel reparto di lungodegenza di Serra, dove è rimasto per circa un mese, per poi essere spostato per la riabilitazione in una clinica di Vibo e, da qui, all’ospedale di Tropea, dove sono andati a riprenderlo i volontari Cri, intervenuti su preghiera del sindaco Barilaro che, da quanto gli stessi volontari hanno riferito, ha seguito tutta la vicenda. Un percorso di 63 giorni, che ha riportato l’uomo in condizioni più dignitose ma, comunque, non tali da permettergli di continuare a vivere da solo, come avrebbe voluto, ostinandosi a rifiutare con forza il ricovero in una struttura adeguata. Il mancato recupero nella deambulazione, infatti, unito ad alcune problematiche strutturali dell’abitazione (nonostante un’accurata bonifica, ad opera di una ditta incaricata dal comune, venivano giù calcinacci dal soffitto e la fogna era intasata) avrebbero riportato l’uomo allo stadio di partenza.
Provvidenziale, a tal punto, è stata l’opera dei volontari Cri, i quali, recatisi martedì mattina a sincerarsi delle condizioni dell’anziano, hanno chiamato i carabinieri di Arena ed il 118 e sono finalmente riusciti a persuaderlo a trasferirsi alla casa di riposo “monsignor Luzzi”, chiudendo così, si spera, nel migliore possibile dei modi, una triste storia di emarginazione estrema, frutto di una carriera personale, familiare e lavorativa in picchiata, che l’uomo ha avuto nel proprio cammino di vita e che, di questo passo, gli sarebbe stata fatale.

Valerio Colaci

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