Metanodotto, chiesta un’altra proroga

La richiesta inoltrata alla Regione affinché la rete possa essere messa a gas.

Gazzetta del Sud del 28 Dicembre 2018

È stato completato nella maggior parte dei centri interessati, e lo sarà entro il 31 dicembre anche in quelli che hanno subito un rallentamento dei lavori, il metanodotto che dovrà servire otto comuni dell’Alto Mesima interessati dal progetto e riuniti nel consorzio Cometam (Acquaro, Arena, Dasà, Gerocarne, Pizzoni, Sorianello, Soriano, Vazzano), che per realizzare l’opera ha ottenuto un finanziamento di oltre 20 milioni di euro. Di cui metà dalla Regione e la rimanente parte dalla società concessionaria.
Ciononostante l’impianto non potrà essere messo a gas entro fine anno, come previsto e, per tale ragione, gli otto comuni del consorzio hanno chiesto una proroga dell’apposita convenzione alla Regione. La Snam Rete Gas, che gestirà rimpianto, infatti, non ha potuto provvedere alla realizzazione del cosiddetto “punto di riconsegna”, che serve per collegare il metanodotto ad alta pressione con una cabina, cosiddetta di “primo salto”, già realizzata a Pizzoni da cui, attraverso la condotta generale, saranno alimentati gli impianti di distribuzione degli otto comuni. Non ha potuto poiché, a quanto sostiene la Snam, la Regione non ha rilasciato le dovute autorizzazioni, motivo per cui era già stata richiesta una proroga della convenzione alla stessa Regione da giugno a dicembre 2018 (e, precedentemente, da dicembre 2017 a giugno 2018). Da qui la richiesta di ulteriori sei mesi di prolungamento, sperando che entro tale termine sia finalmente arrivato il permesso regionale, che consentirà di realizzare il punto di riconsegna ed il definitivo completamento degli adempimenti del lungo iter, durato circa dieci anni e portato avanti dai vari sindaci, amministrazioni e commissari prefettizi nel frattempo succedutisi alla guida degli enti.

Valerio Colaci