"Paese mio" di Giovanni Luzzi

Silenziose presenze
 d’antichi affanni.
Profumata sorgente
 di primitiva innocenza.
Sogni cullati
 al chiarore di luna.
Occhi di donna
 saette d’amore.
Orgoglio di padri
 dalle mani incallite.
Bimbi festanti
 dietro la banda.
Fantastica meta
 per girovagare.
Porto sicuro
 per anime in quiete.
Cazzate geniali
 sparate a colori.
Animato crocicchio
 di voci narranti.
Ballata inquietante
 di tegole al vento.
Figli devoti
 ma sempre ribelli.
Valigie strapiene
 d’arte e mestieri.
Fuochi esplosivi
 di gusti e piaceri.
Dannati briganti
 ladroni infami.
Concerto di fiume
 svago del tempo.
Preghiera di madre
 che conforta i destini.
Cupe speranze
 tra foglie d’ulivo.
Ferita dolente
 d’insolente abbandono.
Croce e delizia
 di povero cuore.

 

Commenti   

Assunta
# Assunta 2020-09-24 21:03
Resteranno vive queste memorie? Troveranno nuove gambe su cui camminare?
Sono rinchiuse nei nostri piccoli borghi o sono serrate solo nei nostri cuori?
Il sapore di quel mondo antico, carico di saggezza e di “realtà” riuscirà a sopravvivere a questo mondo virtuale ed effimero?
Mi ritrovo tanto nella tua poesia: Acquaro come Petralia.......
Grazie Un abbraccio e a presto
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