"La strada di u jardinu" di Francesco Sorace

La strada di "u jardinu (giardino)" era un viottolo che univa la provinciale al fiume. Praticamente partiva dal cosiddetto "giruni" e arrivava al fiume attraversando campi di uliveti di proprietà Cesarelli, allora coltivati, oggi non so, e dopo un po' di acrobazie, su e giù per i sentieri scivolosi, si arrivava al fiume, "A SERRA". Veniva usata come scorciatoia, specialmente dai "MASSARI", proprietari di mucche o pecore, evitando così la strada principale per via delle macchine. "U JARDINU", era un bel pezzo di ulivi tutto terrazze larghe non pericolose e per chi lavorava in quel luogo penso che era un piacere. Le olive erano grosse rispetto ad altri luoghi, il lavoro quindi scorreva con più velocità. Era, quindi, una soddisfazione nonostante la fatica. Di fianco alla piantagione di ulivi, c'era un bel boschetto formato di castagni, querce e brughiere. In primavera era veramente uno spettacolo, un mare bianco, e un dolce profumo inebriava l'aria, mi sembra di sentirlo ancora, una primavera d'altri tempi. Arrivati in fondo, c'era il fiume e c'era un ponte che lo sovrastava. C'era inoltre un grande noce, i suoi rami pendevano completamente nel fiume e spesso le sue acque li baciavano. Quanti frutti ogni anno ma se non sbaglio se ne raccoglievano pochi, proprio per la sua posizione. Oggi non c'è più, è stato tagliato anche quello. Comunque ricordo molto bene queste cose, è anche vero che fanno parte del passato di Acquaro, come noi del resto. Siamo andati via tanto tempo fa che, sicuramente, non potete ricordarvi dei tanti volti di noi che, nati e cresciuti in paese, per motivi di lavoro, ci siamo trasferiti e che vi ritorniamo raramente. I luoghi della fanciullezza comunque non si dimenticano mai, sono sempre i migliori e, per sempre ed ovunque noi andiamo, nel nostro cuore c'è sempre ACQUARO. Un caro saluto a tutti e grazie per il sito.

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